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Marche, Europa: L'impatto sul turismo marchigiano dell'adesione della Croazia all'UE

Vivere Marche.it del 16 Febbraio 2012

L'Europa si allarga: il 1° luglio 2013, con l'entrata della Croazia, il numero dei paesi dell'Unione salirà a quota 28. Una vittoria, in primo luogo, per la nazione, ma al contempo anche per l'Europa. Viene però da chiedersi se sarà solo l'Europa nel complesso a trarne beneficio o se, anche su un contesto più ristretto, a livello regionale per esempio, si potranno registrare risultati positivi.

Si pensi alla regione Marche, la "dirimpettaia" della Croazia. È risaputo che Marche e Croazia pur affacciandosi sul medesimo litorale, quello Adriatico, non condividono la stessa acqua cristallina e gli stessi fondali a causa della diversa conformazione geologica del territorio - sabbioso l'uno, roccioso l'altro -. Con l'adesione della Croazia all'Unione europea, raggiungere la sponda croata sarà molto più semplice rispetto al passato visto che non servirà più il passaporto. La regione Marche, e in modo particolare il settore turistico delle località balneari, subirà un calo?

Una domanda plausibile data la bellezza delle acque della concorrenza, ma si tratta di timori infondati. La regione Marche, a mio avviso, non potrà che trarre vantaggi da questa nuova situazione futura investendo maggiormente sul turistico per cercare di rendere più appetibile la propria zona costiera agli occhi degli stranieri.
Le Marche - è vero - non vantano le stesse acque trasparenti della Croazia, ma possiedono dei bellissimi lidi sabbiosi che andrebbero ulteriormente valorizzati, cominciando da una maggiore pulizia delle spiagge.

Al di là dei litorali, non bisogna poi dimenticare il ricco patrimonio storico-artistico, la grande tradizione eno-gastronomica come anche le altre bellezze naturali che la regione possiede. La provincia di Pesaro - Urbino è sicuramente uno degli esempi più significativi di questa unione di arte, tradizione e paesaggio. Urbino con il suo Palazzo Ducale e Pesaro con le sue “quattro M" di Mare, Monti, Musiche, Maioliche.

Indubbiamente tutte le città portuali, Ancona in primis, beneficeranno della situazione. Bisognerà puntare alla qualificazione dei porti turistici attraverso la creazione di una rete si servizi tra le due sponde, o comunque al potenziamento di quelli già esistenti, e questo porterà senz'altro alla creazione di nuovi posti di lavoro nell'area.
L'ingresso della Croazia nell'UE sarà quindi un input per la regione, non solo dunque una spinta allo sviluppo di un Adriatic-Gateway o alla creazione di una macro regione europea Adriatico-ionica in una prospettiva più ampia.

Un'occasione anche a livello locale per la regione Marche per ripensare al proprio turismo in chiave più strategica, attraverso l'individuazione e la promozione di linee di sviluppo e investimento mirate a una valorizzazione a 360° del territorio in uno scambio di sinergie, non di rivalità. Come tutti sanno: "l'unione fa la forza".

 

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