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Marche, Europa. Chi ha il diabete non corre da solo, il sostegno dell'Europa

Vivere Marche.it del 29 Marzo 2012

La regione Marche conta ben 13 associazioni di persone diabetiche, tra cui l'Associazione diabetici Pesaro, l'A.T.D. ovvero l'Associazione per la Tutela del Diabetico di Fabriano, per citarne alcune e un'associazione tra le famiglie e i giovani affetti da questa patologia, l'AFAID (Associazione famiglie Adolescenti e Infanti Diabetici) con sede in Ancona.

Quest'ultima è un'organizzazione Onlus che riunisce circa 300 famiglie con bambini affetti da diabete di tipo I su tutto il territorio regionale, il cui obiettivo principale è assicurare ad adolescenti e/o infanti, con diabete di tipo I, una qualità della vita al pari di quella dei coetanei “non svantaggiati” e per garantire la tutela dei loro diritti civili in ambito socio-sanitario.

Il diabete è una patologia, caratterizzata da livelli anomali di zucchero nel sangue, che ultimamente sta facendo sempre più parlare di sé data la crescita imponente del numero d'individui che ne sono affetti indipendentemente dal fatto che si tratti di diabete di tipo I (il cosiddetto diabete giovanile o insulino-dipendente, causato da una reazione autoimmune) e o di tipo II (generalmente associato agli anziani e dovuto a stili di vita scorretti).Stando ai dati dell'OMS, a oggi sono 32 milioni le persone affette da questa patologia solo in Europa, e di queste oltre 500.000 in Italia.

 

Numeri destinati inesorabilmente a crescere: secondo le stime della International Diabetes Federation nel 2030 un europeo su sei potrebbe avere il diabete o un'alterazione della glicemia.
Anche se l'Unione europea non può legiferare in materia di sanità pubblica, non può restare a guardare. Ecco dunque che lo scorso 14 marzo, il Parlamento europeo ha votato a Strasburgo una proposta di risoluzione comune per cercare di contrastare la lotta al dilagare di questa patologia, ed ha trovato in questo il mio pieno sostegno. Come emerge dalla risoluzione, è necessario moltiplicare e coordinare gli sforzi nella prevenzione, cercando non solo di promuovere iniziative nuove, ma anche di potenziare quelle già esistenti in materia di educazione alimentare e di svolgimento dell'esercizio fisico. Un elevato consumo di alcool, diete squilibrate, tendenza all'obesità per via di stili di vita troppo sedentari sono, infatti, tra le cause principali che portano alla manifestazione del diabete di tipo II che affligge attualmente l'80% dei casi.

Il testo approvato dal Parlamento invita inoltre a un coordinamento delle politiche riguardanti la gestione del diabete, delle sue complicanze e della ricerca scientifica.
Credo che la promozione di questa iniziativa vada a occupare una posizione di rilievo all'interno di un panorama di attenzione crescente verso la minaccia che il diabete nello specifico, come anche le altre malattie croniche, pongono alla qualità della vita, allo sviluppo economico e alla stabilità dei bilanci pubblici dei Paesi europei (nella maggior parte degli Stati Membri il diabete ha un'incidenza pari al 10% sulla spesa per la sanità pubblica).

Il sostegno dell'Europa deve essere un punto di forza per tutti quelli che soffrono di questa patologia. È un modo per dimostrare loro che non sono da soli in questa sfida, ma che possono contare sul sostegno di chi li circonda: famiglia, società, medicina, ricerca, ma anche Unione europea.

"Chi ha il diabete non corre da solo" - recita lo spot di Diabete Italia, organizzazione che riunisce medici, operatori sanitari professionisti e associazioni di persone diabetiche in Italia -. È proprio così e anche l'Europa è dalla loro parte.

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