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Marche, Europa: L'Africa Chiama

Vivere Marche.it del 10 Maggio 2012

Per chi mi conosce, sa che sono un profondo conoscitore del mondo africano. L'Africa è povertà, è fame, malattie, guerre, regimi corrotti; ma è anche un continente straordinario, ricco di cultura e di un'umanità unica, di potenzialità e di energie, con processi democratici che chiedono di essere sostenuti.

 

Capire l'Africa è l'occasione per smantellare la nostra armatura. Per secoli l'Africa ha fornito all'uomo bianco il pretesto della propria superiorità. In Africa l'Europa si é allenata con altri ritmi, si é arricchita e ha dominato, trovando una palestra per esercitare i suoi muscoli. Nessuno di noi forse oggi si sente erede di tanta responsabilità eppure il passato ci insegue, é la nostra ombra ciò nonostante noi non ci badiamo. Waugh scrisse quanto ogni viaggiatore che possiede il senso del ridicolo dovrebbe avvertire: "Ho smesso da tempo di sentirmi orgoglioso di essere inglese. Ora dobbiamo smettere di sentirci orgogliosi di essere europei".

 

Aspettiamo, il futuro dirà. Se nelle epoche passate l'Europa ha inventato la propria Africa, oggi ci sono esempi positivi che seppur non cancellano lo sguardo annebbiato da secoli di malintesi, pregiudizi e malafede sono l'esempio tangibile che possiamo costruire "altro" oltre all'affermazione autoreferenziale della superiorità europea. E questo esempio lo dà L'Africa Chiama, l'associazione presente nella nostra regione, che da anni svolge un lavoro di volontariato e d'impegno costante verso il continente africano in particolare per il Kenya, Tanzania e Zambia.

Un lavoro costante che viene da lontano quando alla fine degli anni '90 un gruppo di famiglie di Fano ha deciso di ospitare per lunghi periodi alcuni bambini e ragazzi zambiani, affetti da malformazioni fisiche o da gravi malattie cardiache affinché potessero essere sottoposti a delicati interventi chirurgici. Esperienza che ha dato il via, dopo qualche anno, alla costituzione dell'associazione e a intraprendere un lungo viaggio che li ha portati fino ad oggi a essere una delle più importanti ong di cooperazione che ci permettono di andare a testa alta nel mondo.

L'Africa Chiama si occupa di dare aiuto a oltre 10000 bambini in Africa tramite interventi sul piano nutrizionale per bambini malnutriti, con i centri d'accoglienza per i ragazzi di strada, con programmi di microcredito per aiutare le famiglie a sostenersi con le loro forze e poi con i programmi per bambini disabili. In Italia, invece, portano avanti campagne per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica sull'Africa, ma anche corsi di formazione per tutti quelli che sentono l'irresistibile richiamo verso questo continente magico.

L'esperienza di L'Africa Chiama mi colpisce per la professionalità nella cooperazione ma soprattutto per la grande solidarietà che hanno saputo suscitare intorno ai loro progetti. Fino ad oggi sono riusciti a sostenere le loro iniziative solamente grazie alle donazioni di privati - tra cui quelle derivate dall'iniziativa delle Bomboniere della Solidarietà - che sono la vera testimonianza anche di una grande vicinanza al tessuto del territorio marchigiano. L'Africa Chiama é l'esempio di come una realtà così piccola possa realizzare progetti dalla finalità ambiziosa grazie all'aiuto dei suoi sostenitori.

Ora L'Africa Chiama ha un altro obiettivo che è quello dell'Europa ossia di poter usufruire dei fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo. Proprio qualche giorno fa, Raffaella, responsabile dei progetti, é venuta a Bruxelles per conoscere i referenti della Commissione Europea, e é passata anche nel mio ufficio dove ci ha colpito per la sua dialettica calma e precisa di chi sa quale sia l'obiettivo da portare avanti. Spero di poter riuscire anch'io a sostenerli in questa impresa perché sono consapevole che il mondo è uno e uno solo. Ed è solo insieme, con l'integrazione e la cooperazione, che troveremo le risposte.

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