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Marche, Europa: Benessere degli animali, a che punto siamo?

Vivere Marche.it del 13 settembre 2012

Il 4 Luglio scorso il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione "sulla Strategia europea per la protezione e il benessere degli animali (2012-2015)" in cui si esorta la Commissione europea a elaborare un Codice di condotta che assicuri l'effettiva attuazione e applicazione della direttiva sul benessere degli animali 1999/22, in modo tale da responsabilizzare gli Stati, qualora non riuscissero a garantire standard appropriati, per la cura degli stessi. Tale risoluzione é una tappa importante che colma il vuoto di protezione degli animali da compagnia e degli animali randagi, ora non tutelati da nessuna normativa, affinché non si ripetano più carneficine come quelle avvenute in Ucraina in occasione dei campionati europei di calcio.

Tra gli obiettivi previsti vi è inoltre il miglioramento della formazione di veterinari e professionisti, per garantire loro una formazione adeguata al fine di individuare le necessità degli animali, gli indicatori di scarso benessere e le conoscenze necessarie per migliorare la loro condizione.

L'Europa ha tracciato un percorso da seguire ben definito anche per colmare quanto denunciato da Born Free Foundation riguardo alla scarsa applicazione della Direttiva 1999/22 sui giardini zoologici europei. C'è ancora molta strada da fare per tradurre in fatti la direttiva europea in questo settore, soprattutto in Italia dove é stato riscontrato che solo 8 strutture su 100 hanno regolare licenza. L'indagine del 2011 di Born Free Foundation ha, nello specifico, esaminato 25 zoo tra cui quattro si trovano nelle Marche (Delfinario di Rimini, Oasi Eden Park, Parco tematico Oltremare, Acquario di Cattolica) e sfortunatamente l'immagine complessiva che ne risulta non é certamente positiva sia per quanto riguarda il sistema di prevenzione della fuga delle specie ivi custodite, sia per il benessere e le esigenze specifiche di ogni singola specie e sia per l'impegno nel mantenimento delle specie a rischio di estinzione europee. In particolare, per quel che concerne i delfinari, i risultati dell'indagine indicano che non hanno finalità prevalentemente educative. Ad esempio, nel Parco Tematico Oltremare di Riccione nessuno dei delfinari valutati durante l'indagine é conforme ai requisiti del D.M. 469/2011. Infatti, nonostante vi siano norme rigorose che vietino ai visitatori di entrare in contatto diretto con i delfini, sembra che si consenta il contatto tra i visitatori e i delfini.

Complessivamente gli zoo italiani sono soggetti a poche ispezioni anomalia che non ha certo contribuito a migliorare l'immagine del Paese in questo settore, lasciando seri dubbi sul perché di questa mancanza oltre che una raccomandazione alla Commissione Europea affinché approfondisca ulteriormente la questione.

Mi auguro che le Marche, regione di eccellenza per tanti altri settori, possa soddisfare i criteri previsti dalle direttive europee anche per quel che concerne la direttiva europea relativa alla custodia degli animali selvatici negli zoo e che quindi le autorità competenti, nazionali e regionali, possano approfondire i rilievi del rapporto di Born Free Foundation.

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