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Marche, Europa. Piccole medie imprese, l'Europa sempre più vicina

Vivere Marche.it del 06 Febbraio 2013

Al Parlamento Europeo di Strasburgo è stata votata una risoluzione per migliorare l'accesso delle piccole e medie imprese (PMI) ai finanziamenti. Con questa risoluzione abbiamo chiesto il varo di norme a favore delle aziende.

Le piccole imprese, infatti, come quelle a conduzione familiare, le imprese high-tech e le start-up, hanno difficoltà più degli altri attori economici a ottenere dei finanziamenti per questo abbiamo proposto, ad esempio, di chiedere alle banche che, per superare la crisi, ricevono aiuti di Stato o il sostegno della Banca centrale europea, di erogare prestiti su misura.

 

Diciamo che con questo rapporto abbiamo "pensato in piccolo". Bene, ma occorre anche agire fattivamente per i più piccoli. Ritengo che possiamo avere tutti gli strumenti possibili per sostenere le PMI, inventare di tutto, ma se poi le Istituzioni, comprese le Istituzioni europee, non sono fisicamente vicine alle categorie - che devono fare la loro parte - e alle singole imprese che ne hanno bisogno, ogni programma resterà una mera dichiarazione d'intenti.

Bisogna che gli imprenditori possano beneficiare di corsi di formazione, di tutoraggio per saper approfittare effettivamente delle misure legislative e dei finanziamenti (molti, di fatto, non utilizzati) a favore delle PMI. E' certo che per aumentare le possibilità per le piccole imprese di ottenere un prestito bisognerebbe aiutarle ad acquisire delle conoscenze finanziarie di base. Regole chiare su come collaborare e scambiare informazioni con i finanziatori, per esempio sulla posizione finanziaria del creditore o le possibilità per il debitore di rimborsare il prestito in anticipo, ridurrebbero le incertezze di entrambi i lati.

Occorre poi rafforzare i progetti che stanno dando buoni risultati ma che non sono ancora abbastanza conosciuti, come l'Erasmus per i giovani imprenditori.

Anche in questo caso occorre disporre di linee specifiche, e saper intraprendere un'attività di aggiornamento e di formazione che renda questi strumenti davvero utilizzabili anche a chi sarà pure più piccolo, ma è il solo a produrre grande ricchezza diffusa.

 

Attraverso la BEI vi sarà la possibilità concreta di immettere nel mercato circa 180 miliardi di euro. È prioritario - se si vuole salvare il nostro tessuto industriale diffuso - che una parte rilevante di queste risorse sia destinata alle imprese del territorio, quelle piccole e medie aziende che altrove non hanno accesso al credito. Ma perché questo accada, bisogna che le aziende possano dialogare con interlocutori adeguati, e siano messe nelle condizioni reali di accesso, a cominciare da una riduzione della burocrazia che le tormenta. Non diversamente per i programmi COSME e Orizzonte 2020: che almeno il 20% delle dotazioni sia destinato alle PMI, e che i fondi siano adeguati - ovvero incrementati.

Infine, credo che serva una particolare attenzione per il settore che più seguo da vicino nel mio lavoro da parlamentare: l'accesso delle PMI al mercato internazionale, sulla scia di un'apertura ai mercati compiuta dall'Unione Europea che provoca una forte concorrenza, a volte micidiale, da parte dei produttori asiatici, ma che al tempo stesso rappresenta una bella possibilità di sviluppo.

Mi auguro che questa risoluzione riesca a indurre quei cambiamenti necessari che faranno la differenza e che di queste norme ne beneficeranno presto anche i tanti imprenditori marchigiani perché abbiamo davvero in moto di rimettere in moto le energie e il Futuro dei marchigiani e di tutti gli italiani.

 

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