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Marche, Europa: PMI, buone notizie sugli scambi commerciali

Vivere Marche.it del 18 Dicembre 2013

Buone notizie per le piccole medie imprese marchigiane le dà lo storico risultato che si é ottenuto qualche settimana fa a Bali nell'ambito dell'organizzazione mondiale per il commercio che ha visto dopo ben 12 anni di attesa sbloccare il negoziato di Doha.

 

Tre sono i pilastri su cui si fonda il Doha round: l’agricoltura con un impegno a ridurre le sovvenzioni all’export, l’aiuto allo sviluppo che prevede l’aumento delle esenzioni dei diritti di dogana per i prodotti che provengono dai paesi meno avanzati, la facilitazione degli scambi che punta a ridurre la burocrazia alle frontiere. Il ritardo per l'approvazione di questo pacchetto é stato dovuto al fatto che molte delle decisioni prese in ambito OMC  sono assunte secondo il meccanismo del consenso:  tale criterio non prevede l'unanimità delle decisioni ma che nessun paese membro consideri una decisione talmente inaccettabile da obiettarvi; le votazioni sono dunque utilizzate esclusivamente come meccanismo sussidiario o nei casi determinati dall'accordo istitutivo.

 

Il vantaggio dell'adozione delle decisioni sulla base del consenso risiede nel fatto che in tal modo si incoraggiano gli sforzi tesi a proporre ed adottare decisioni che siano le più largamente condivisibili e condivise; gli svantaggi di tale iter procedurale sono invece riscontrabili nell'allungamento dei tempi necessari e nel numero dei round negoziali necessari a raggiungere il consenso per l'adozione delle decisioni.

Alla riunione Intermisteriale dell'OMC sono andato anch'io e anch'io ho avuto il mio daffare sia perché vi ho partecipato come membro della delegazione del Parlamento europeo in qualità di relatore sul ruolo dei parlamenti negli accordi commerciali, poiché il controllo democratico del commercio internazionale è una nuova frontiera della trasparenza, per la quale l'Europa svolge un ruolo da apripista. Sono temi di vero impatto sul nostro lavoro, e devono essere "esposti". E il pacchetto di Bali è una buona novella anche se altro resta da fare ma si può dire chiaramente che questo accordo mette un po' di razionalità e di equità nel commercio globale.

Il vero nodo sarà l'applicazione delle misure di attuazione sulle quali si giudicherà il successo reale dell'accordo di Bali visto che deve essere approvato dai singoli governi degli Stati membri ma se davvero ci riuscissimo  l'accordo potrebbe creare 21 milioni di posti di lavoro, 18 dei quali nei paesi in via di sviluppo. Il capitolo più significativo del pacchetto infatti riguarda la facilitazione del commercio: si tratta di un accordo multilaterale per semplificare le procedure doganali riducendo i costi e migliorandone la velocità e l'efficienza.

Per le piccole e medie imprese italiane esportatrici invece le misure di facilitazione degli scambi commerciali rappresentano una straordinaria opportunità per crescere. Le stime commissionate dall'OMC sul potenziale di crescita del Pil mondiale derivante dai capitoli negoziali effettivamente chiusi a Bali, infatti, parlano di un incremento di più di 1.000 miliardi di dollari. Una regione come le Marche, con un alto tasso di presenza della piccola e media impresa non avrà che da guadagnarci.

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