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Marche, Europa: epidemie, l'UE rafforza il sistema di allarme e di risposta

Vivere Marche.it del 16 Gennaio 2014

L'Unione europea è ormai capace di far fronte alle minacce sanitarie transfrontaliere, come il coronavirus, l'epidemia di E coli del 2011 o l'epidemia d'influenza H1N1 del 2009.

Tutto ciò è stato possibile grazie a una normativa che prevede un sistema di allarme rapido su scala europea e una norma per facilitare la cooperazione fra Stati membri per comprare i vaccini.  In caso di crisi, sarà inoltre possibile dichiarare un'emergenza a livello comunitario.

Sappiamo bene che certe malattie possono trasmettersi molto facilmente e rapidamente creando epidemie; alcune soprattutto quelle contagiose che siano conosciute o siano “nuove”, costituiscono un rischio per la salute pubblica su scala mondiale per questo è stato necessario strutturare un coordinamento internazionale per prevenire, soprattutto, la propagazione e l’estensione di una pandemia.

Le esperienze del passato sopra citate così come le difficoltà emerse a seguito della nube di cenere vulcanica del 2010 sono state il punto di riferimento per noi tutti nel legiferare un nuovo testo per rafforzare i meccanismi esistenti a livello europeo per migliorare il coordinamento e ridurre i tempi di risposta su scala europea.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha un ruolo centrale nella lotta contro le malattie infettive. Il regolamento sanitario internazionale instaura un meccanismo di condivisione d’informazioni su scala mondiale, di preparazione e di risposta per proteggere la salute pubblica internazionale. L’Unione europea e gli Stati Membri partecipano al coordinamento con le organizzazioni internazionali. L’UE in particolare dispone di un quadro di monitoraggio e di preparazione che sarà modernizzato alfine di rinforzare il coordinamento, la preparazione e l’identificazione di una situazione d’allarme su scala europea e  per organizzare una procedura di acquisto congiunto per le medicine e dei vaccini.

Questo è senza dubbio il più grande successo di questa nuova normativa. In questo modo, infatti, l'accesso ai vaccini sarà più equo, perché saranno disponibili a prezzi più equi. Durante l'epidemia influenzale del 2009 (H1N1), gli Stati membri erano in competizione uno con l'altro per procurarsi i vaccini disponibili solo in quantità limitate quindi direi che questa è decisamente una buona notizia per tutti noi.

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