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MED IN ITALY, un esempio per tutti!

Ieri a tarda sera mentre guardavo la televisione mi sono commosso nel vedere il servizio conclusivo di "Presa Diretta", la trasmissione di Raitre, su "MED IN ITALY- The sustainable mediterranean house": un progetto dell'Italia positiva che vince e conquista il terzo gradino del podio al Solar Decathlon 2012. Dopo una serata trascorsa seguendo il servizio sulla corruzione calcistica italiana che vede implicati moltissimi sportivi nel nostro campionato, scoprire che un team italiano si sia aggiudicato il terzo posto al Solar Decathlon di Madrid, una delle manifestazioni più importanti nel campo dell'abitare green è qualcosa di sensazionale.

 

Questa competizione è stata ideata dal Department of Energy del governo americano, e consiste in una gara di dieci prove in cui si tengono conto le performance di temperatura, umidità, illuminazione, isolamento acustico e funzionamento delle attrezzature cui si aggiungono parametri come il bilancio energetico, la qualità architettonica, la facilità di produzione, il costo di realizzazione e la possibilità di assemblaggio del prototipo in una comunità abitativa.

 

Un team di docenti e studenti dell'Università di Roma TRE in partenariato con il Laboratorio di disegno industriale della Sapienza ha prodotto un progetto di una casa passiva che produce sei volte l'energia che consuma. Il progetto, tra le sue caratteristiche principali, vanta una facilità di montaggio e l'uso dei materiali naturali, riciclabili e un isolamento naturale in fibre di legno che consente di mantenere la stessa temperatura interna sia in climi freddi sia in situazioni di grande caldo.

I miei complimenti alla docente che ha creduto in questo progetto e che insieme ai suoi studenti ha esportato e mostrato l'eccellenza del nostro Paese nel campo della green economy italiana. Credo che questi ragazzi siano un esempio per tutti! Un'eccellenza che rappresenta veramente la creatività, la qualità e il cuore del Made In Italy da cui credo sia necessario ripartire per uscire dalla crisi perché solo investendo in ricerca troveremo la strada di un nuovo sviluppo