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Teatro e Cinema: progetti europei per integrazione e solidarietà

"... Il gruppo di attori è come se fosse la risacca del mare che va sulla spiaggia verso il pubblico e torna indietro lasciando come ciottoli dei personaggi che interagiscono poi con il gruppo stesso che man mano se li riprende e li riporta con sé attraverso un movimento sempre vorticoso.

Lo spettacolo sarà con della musica dal vivo e con questo stormo che partorisce azioni come in un grande balletto.

Il lavoro che stiamo facendo è molto plastico e devo dire che queste persone hanno acquisito l'arte del movimento e del coordinamento per una grande prestazione sul palco.

Eppure sono 45 persone in scena che si muovono rapidissimamente e, grazie a un lavoro di apprendimento e condivisione, che hanno creato una certa empatia tra di loro che poche volte mi è capitato di osservare".

Il regista Marco di Stefano ha descritto con queste parole lo spettacolo che sta preparando insieme al musicista e compositore Antonio Ferdinando di Stefano e alla coreografa Tania Khabarova. In scena però non ci saranno attori professionisti bensì persone vulnerabili come migranti e disabili. Da due anni con il progetto OPERAQ – Art for Integration, i responsabili cercano di sviluppare un apprendimento che è intergenerazionale e interculturale col fine di creare integrazione all’interno di società che presentano contrapposizioni evidenti come quella dei clan di giovani al nord e a sud del Tamigi, oppure tra le famiglie delle communes più ricche di Bruxelles in contrapposizione a quella di Molenbeek, o ancora come la Seravezza alta e bassa.

 

Quello che si svolgerà il 5 giugno nel teatro di Seravezza (Lucca) è solo una parte del trittico composto dalla Maison des Cultures et de la Cohésion Sociale de Molenbeek (municipalità di Bruxelles Capitale) e di un’associazione legata al LIPA - Liverpool Institute for Performing Art, il cui presidente e fondatore è Paul McCartney.

 

Questi tre istituti infatti hanno formato un partenariato per partecipare al programma Grundtvig che era rivolto a  persone, istituzioni e organizzazioni che operano nel campo dell’istruzione degli adulti all'interno dell'Unione Europea. Era un programma settoriale che faceva parte, insieme al progetto Comenius, al progetto Erasmus e al programma Leonardo da Vinci, del Lifelong Learning Programme (LLP). Dal 2014 tutti questi programmi sono accorpati in Erasmus+.

Il responsabile del partner italiano è Alberto Gabbrielli, presidente di Alfea Cinematografica con sede a Pisa e responsabile del Cinema Teatro Lux, e lo abbiamo incontrato insieme al project manager Franco Alvaro a Molenbeek. Ci hanno raccontato che l’idea nasce dalla casa della cultura di Molenbeek che da anni stava lavorando sull'integrazione attraverso la musica e il teatro. Dopo aver sottolineato la non facile esperienza con le amministrazioni italiane nella sola presentazione del progetto, nonostante tutte le difficoltà burocratiche hanno potuto finalmente contare su un sindaco giovane e disponibile come quello di Seravezza.

“ Avendo contatti con la Maison de Culture da anni, abbiamo pensato di costituire un gruppo che studiasse una metodologia intergenerazionale valida per tutt'Europa per l'integrazione degli extracomunitari e degli emarginati attraverso la cultura. In questo modo è nato il progetto collettivo che vede Liverpool, Bruxelles e Seravezza costruire una commedia musicale che prende spunto da West Side Story e Romeo & Giulietta, i quali più di qualsiasi altra rappresentazione offrono temi ottimi per raccontare storie di amori contrastati, di identità contrastanti per ragioni economiche, sociali, razziali o più in generale di diversità”.

Nella pièce di Seravezza alla base c’è la multietnicità e la sensibilità: il teatro riesce ad accomunare senegalesi, albanesi, romeni e toscani dagli 8 agli 85 anni tra cui portatori di handicap. In questo modo si cerca di abbattere gli stereotipi e di aprire un dialogo all’interno del gruppo così come tra il gruppo e il pubblico. E il progetto non si fermerà alle sole rappresentazioni nelle tre differenti località ma ci sarà la produzione di un lungometraggio in cui le tre realtà prenderanno vita insieme per mostrare al pubblico l’evolversi del progetto e il risultato finale.

Parallelamente al suddetto progetto presentato all’interno del programma Grundtvig, un altro progetto cinematografico è quello che è in corso di valutazione presso la DG Justice all’interno del programma Daphne III, per prevenire e combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne e per proteggere le vittime e i gruppi a rischio, nell’ambito del Programma generale «Diritti fondamentali e giustizia».

Il progetto a cui il signor Gabbrielli e il signor Alvaro hanno collaborato è la “Realizzazione di una commedia musicale per denunciare e prevenire la violenza domestica” – acronimo RESPECT. L’idea si deve a Veronica de Laurentis, figlia di Silvana Mangano e Dino de Laurentis, che ha fondato l’onlus VDL che assiste, educa e dà una seconda possibilità a tutte le vittime di violenze, abusi e molestie. Il risultato prevede la realizzazione e messa in scena di una commedia di un filmato. E’ prevista poi la presentazione del filmato al festival di Roma 2015 con Spielberg e Coppola che già hanno confermato la loro partecipazione attraverso degli spot.

Questi due progetti sono la prova di come i fondi europei aiutano nella realizzazione di piani culturali che coinvolgono personalità vulnerabili. Attraverso questi l’Europa entra nel nostro quotidiano e si avvicina ai problemi di tutti i giorni, accomunando personalità diverse, estremamente sensibili, per farle sentire meno soli.