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"Anch'io amo i pesci": Oggi il voto per mari e industria della pesca in salute, un passo avanti

Al Parlamento Europeo di Strasburgo abbiamo votato un rapporto relativo alla politica comune della pesca. Per la prima volta siamo intervenuti sul tema come colegislatori e sono molto contento di aver ricevuto in questi giorni migliaia di email di cittadini che mi hanno chiesto di votare bene, a favore dei nostri mari e dei nostri pesci. Bene, a tutti loro e a tutti voi devo dire grazie perché su questi scambi costruiamo un'Europa più unita e più democratica.

Abbiamo sfruttato i nostri mari in modo inverosimile, abbiamo lasciato pescatori in preda alla disoccupazione o dipendenti dai sussidi statali mentre importiamo circa il 66% del pesce che mangiamo.

Oggi abbiamo avuto l'opportunità di correggere questi errori perché non è più possibile continuare così per questo erano necessarie misure vincolanti per evitare uno sfruttamento eccessivo dei nostri mari e promuovere il ripristino degli stock ittici.

A oggi, infatti, i due terzi degli stock ittici europei sono soggetti a uno sfruttamento incontrollato e solo nel Mediterraneo quelli colpiti ammontano all'82%. Questa riforma metterà finalmente fine a questa pratica inaccettabile di rigettare in mare milioni di tonnellate di pesce perfettamente commestibile.

La lavorazione del pesce e l'acquicoltura crea e mantiene posti di lavoro nelle comunità insulari, rurali e costiere. Abbiamo il dovere di dare a queste comunità un futuro di lungo termine basato su chiari principi ambientali, economici e sociali al fine di assicurare al settore un futuro per i prossimi cinquant'anni e non per i prossimi cinque mesi.

Sapevamo che la posta in gioco era altissima: cambiare la politica europea e oggi un primo passo in avanti è stato fatto.