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Europea 52

Invito a essere "cittadini ossessionati", a non smettere mai di fare domande e di chiedere conto.  È l'unica possibilità che abbiamo oggi di vivere una vita sana e felice.

(Ai WeiWei)

 

1. Chiedere conto alla politica italiana, dallo statuto IdV al provincialismo della partitocrazia

E bisogna incalzarli questi partiti italiani, sempre alle prese con i loro riti autistici, le loro beghe. Del resto quanta fiducia è restata nei partiti? Oppure: qual è la fiducia che i partiti dimostrano in loro stessi, e nei cittadini? A leggere dello scompiglio in Scelta Civica, delle manovre dentro e vicino al PDL, delle battaglie annunciate alle primarie del PD, del nuovo statuto IdV che ho dovuto definire "un topolino" e "una buffonata" (mia lettera agli iscritti, e anche una mia risposta - ma il vero spasso è stato la valanga di messaggi pervenuti in sostegno), davvero i partiti italiani fanno fatica a vivere nel nostro tempo, a interpretare un'idea di modernità.

La scollatura dal mondo vero coincide con quella dalle famiglie politiche europee, con le quali non a caso quasi tutti i partiti italiani hanno un rapporto complicato. IdV, membro dell'ADLE, è arrivato a togliere nel nuovo statuto il riferimento alla cultura liberaldemocratica, mantenendo invece quelli alla cultura cristiana e socialista; ma anche altrove si sguazza nelle contraddizioni. Non è un caso isolato: il rapporto con i metodi europei sarà - pensare al fracasso di Scelta Civica, o alle debolezze del PD in materia, all'insostenibile presenza di Berlusconi nel PPE - un bel campo di impegno nei mesi prima delle elezioni europee. Cosa di cui s'è parlato alla Galleria d'Arte Moderna di Torino con Watson, Boldrin, Susta, Romano ed Ercolessi - tutti percorsi diversi, ma o ci si confronta o ci si isola.

Rinunciando al rapporto col resto d'Europa - elaborazione delle idee, cultura della rappresentanza, meccanismi di ricambio e trasparenza - e incapace di articolarsi in un socialismo che non abbia paura di essere tale, in una destra moderna, in una vera presenza laica per i diritti della persona e per il federalismo della vera Europa, in un ambientalismo maturo, l'italica partitocrazia farà sempre rima con provincialismo, e viceversa.

2. Una forza di dissuasione per competere nella globalizzazione

Eppure è proprio grazie a un partito italiano, parte di una famiglia europea, che sono stato eletto al Parlamento e che oggi posso presentare un altro risultato a chi mi ha votato, e anche a chi non lo ha fatto. Un risultato che è appunto frutto proprio del tanto lavoro svolto dentro l'ADLE, altrimenti non avrei trovato le sponde indispensabili. La seconda plenaria di questo mese del Parlamento europeo ha approvato la mia relazione che istituisce un Regolamento per l'esercizio dei diritti dell'UE in caso di controversie commerciali. Detto in parole meno nobili: abbiamo adottato le misure di ritorsione verso i paesi terzi che violano i patti commerciali sottoscritti con l'Europa (intervento in plenaria). Difficile a credersi, ma fino a oggi per rispondere a pratiche ostili, l'UE impiega fino a oltre due anni prima di applicare una reazione (sia essa l'aumento di un dazio doganale, la restrizione nell'accesso agli appalti pubblici, la diminuzione delle quote di entrata di un prodotto, o altro).  Un tallone d'Achille masochista per chi, come l'UE, si confronta ogni giorno con il libero mercato globalizzato, che è un mondo di opportunità nel quale non sempre, soprattutto a Oriente, ma anche oltreatlantico, si incontrano dei gentiluomini. Anzi, il gioco è spesso spregiudicato, e, in fortunata assenza di guerre convenzionali, si parla a giusto titolo sempre più di "guerre commerciali". Questo regolamento è la nostra forza di dissuasione: provate a fregarci - con dumping sociale o ambientale, contraffazione o quote violate - e in poco tempo sappiamo come regolarci. Consapevoli che da questi provvedimenti dipendono migliaia e migliaia di posti di lavoro.

La partita non è comunque finita: dopo l'approvazione dal Parlamento comincia il confronto con il Consiglio, dove dovrò difendere l'applicazione del regolamento non solo a merci e appalti, ma anche al settore dei servizi (prodotti finanziari, assicurazioni, comunicazioni, logistica, distribuzione), sempre più nerbo degli scambi commerciali, ma su cui una parte d'Europa pare titubante. Ma è già un buon lavoro, temperato solo dallo stupore che a questo Regolamento si arrivi solo così tardi. In ogni caso, a fine mandato, il carniere del "quanto è stato fatto veramente" si va riempiendo.

3. Diritti umani prima del commercio

Ecco alcune donne sono militanti per i diritti dell'uomo in Kazakistan. Il disgraziato caso della moglie e della figlia del dissidente Mukhtar Ablyazov, rispedite alla chetichella dal nostro governo agli oligarchi kazaki, rischia di non essere isolato. Un paese ricco di contratti per forniture energetiche sa suonare il flauto dei mandati di arresto internazionali e della cooperazione con l'Interpol, e così altri dissidenti con le loro famiglie sono a rischio estradizione dalla Spagna o dalla Repubblica Ceca. Eppure è bastato scrivere alcune lettere come questa e sia a Madrid che a Praga i tempi dell'estradizione si sono allungati ed è in corso un ripensamento - per ora sta funzionando, evviva.

Nessuno abbia dubbi: alla fine questa non è la sola etica possibile, ma anche la sola politica. Questo mese è arrivata a Strasburgo Aung San Suu Kyi, per ritirare il Premio Sakharov per i diritti umani che il Parlamento le aveva attribuito ventitré anni fa - e anche allora c'erano tanti contratti in ballo. Tanto lunga è stata la sua prigionia, e si può difficilmente descrivere la festa della sessione solenne in suo onore.

Una festa che vorrei consapevole che la lotta continua in tante parti del mondo. L'Europa dovrebbe sempre scegliere la libertà, la luce.

4. Fumo, una lotta timida ma non troppo

Altro ritardo l'Europa lo ha nella lotta contro il tabagismo. Ci ritorno dopo il voto in plenaria di inizio ottobre. Avremo pacchetti con scritte sui danni del fumo sulla parte alta e per il 65% della superficie, divieto di sigarette "mini", aromatizzate, fatte da sé, e altro. Sul mio sito ho già pubblicato alcuni dati sui benefici, di minore mortalità e anche fiscali, di misure che puniscono il tabagismo, fenomeno protetto da lobby che non vi dico in quanto a insistenza e mezzi a disposizione (da scriverci un libro su quanto s'è visto in questi mesi in Parlamento). Anche se nel frattempo in tanti hanno continuato a morire e a soffrire per il fumo, finalmente l'Europa si è mossa, seppure con un provvedimento parziale. Ci vorrebbe più coraggio, ma almeno un passo vero è stato compiuto.

5. Cittadini contro discariche

A Roma sono ricominciate - non si sono mai interrotte - le proteste dei cittadini per le nuove discariche e la dissennata politica dei rifiuti della capitale, un vero caso europeo. Il 4 e 5 novembre a Bruxelles organizzo il primo appuntamento europeo con una serie di comitati di cittadini dal Lazio (soprattutto), Toscana, Umbria e Marche, impegnati per la legalità e la salute dei rispettivi territori. Ascolteremo le buone pratiche di Capannori col sindaco Del Ghingaro e di altri, confronteremo alternative e forme di lotta, valuteremo le forme di tutela europea, visiteremo un impianto di trattamento belga.

6. Next

Dopo una giornata con Emmaus a Prato (foto e breve post), nei prossimi giorni: missione in India per discutere dell'accordo di libero scambio e di accesso alle medicine; appuntamento a Sant'Anna di Stazzema per continuare la nostra campagna contro lo Jugendamt che priva del rapporto con i propri figli i genitori non tedeschi di coppie miste separate, in perfetto stile di discriminazione razziale. E, tra altre cose, due corsi di europrogettazione, entrambi a Roma e per coincidenza lo stesso giorno, il 16 novembre: uno organizzato dall'Associazione TIA ( presso sala Pair, via Merulana 134, informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), e l'altro insieme all'Unione Inquilini (presso Associazione Ex Lavanderia, Piazza Santa Maria della Pietà, 5 informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ). Piccoli sforzi per cercare insieme una "nostra Politica". Perché la "mia" politica va poco lontano, e la "tua", tienitela.