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Europea 54

Felicità, mio cielo antico...

(Gesualdo Bufalino)

Mandela ci ha lasciato, a Bruxelles sono salito sulla Mehari in cui a Napoli fu ucciso Giancarlo Siani, a Bali oltre 150 paesi si sono accordati con nuove regole del commercio internazionale, Renzi ha stravinto, e a Roma abbiamo parlato di "Etica, Felicità e Politica". Questi cinque fatti hanno scandito il passo del lavoro nelle ultime settimane. Cinque storie tutte molto diverse, eppure, oltre le apparenze, legate tra loro. 

1. Un eroe che ci faceva felici

Quando muore qualcuno piove retorica. Ma Mandela è forse il solo politico di questi anni che fa pensare a un modello. Perché è riuscito a coniugare politica con felicità. Tutto il suo essere, come parlava e sorrideva, riuscivano a comunicare quel messaggio di positività, di capacità di ribaltare la rassegnazione e ciò cinicamente si dà per scontato. Oltre che la prigione a Robben Island, mi colpì a Soweto la sua casa: poche stanze, alcuni libri, il decoro dei semplici. (Aggiungo: novanta leader per ricordare Madiba. Nessun europeo è intervenuto al Memoriale. Divisi, gli europei contano NULLA).

2. L'auto non blindata di un altro eroe

Giancarlo Siani, giornalista di ventisei anni, fu ammazzato nel 1985 dalla camorra. Girava con una Mehari (foto), la macchina più antitetica a un'auto blindata, che dopo un bel concorso di idee diventerà un'installazione al Vomero. Insieme al fratello Paolo, a Federiga Bindi, Maria Latella, Monica Frassoni e agli amici di Ossigeno e Terre del Fuoco, abbiamo accolto la Mehari a Bruxelles, ricordando un ragazzo anche lui eroe, modello - con un'auto libera e positiva - e simbolo innovativo per una memoria collettiva.

3. Organizzazione Mondiale del Commercio, un passo in avanti

A Bali dopo dodici anni di riunioni inconcludenti, l'OMC ha fatto approvare da oltre 150 governi - dagli USA a Cuba, dal Malawi alla Cina - un pacchetto di accordi per mettere un po' di razionalità e di equità nel commercio globale. Finite ormai le marce antiglobal, tutti hanno capito che regole multilaterali sono meglio che rapporti di forza bilaterali, e la stessa OMC si è lasciata col tempo pervadere da un senso di trasparenza e di solidarietà. Non per "spirito di carità", ma perché si è capito che la macchina non riuscirebbe a funzionare.

A Bali ho avuto il mio daffare come relatore sul ruolo dei parlamenti negli accordi commerciali, perché il controllo democratico del commercio internazionale è una nuova frontiera della trasparenza, per la quale l'Europa svolge un ruolo da apripista. Sono temi di vero impatto sul nostro lavoro, e devono essere "esposti". E il pacchetto di Bali è una buona novella.

La semplificazione delle procedure doganali, contro angherie burocratiche e corruzione, permetterà risparmi tra i 500 miliardi e il trilione di dollari - chi abbia avuto a che fare con le dogane ne conosce gli sprechi di tempo e denaro. Aboliti i sussidi alle esportazioni, arnesi che uccidono produzioni locali, e accolto il meccanismo di sicurezza alimentare per i più poveri voluto dall'India. Infine concordate per i paesi più poveri (non India né Cina, per capirsi), tariffe doganali a tutto loro vantaggio. Che senso ha lucrare sulle piccole esportazioni del Lesotho, o dello Yemen? Per loro l'aiuto è immenso, per i paesi più ricchi il costo di tali concessioni praticamente nullo.

Il bollettino finale è buono, ma altro resta da fare. A Strasburgo (intervento), parlando dell''inclusione di nuovi paesi tra i beneficiari del "GSP+" (tariffe agevolate eccetera), ho insistito che ogni beneficio sia guadagnato con veri meriti di democrazia, diritti umani, protezione sociale e ambientale.

Altro tassello sarà a fine dicembre il negoziato con Consiglio e Commissione sul Regolamento per le misure di ritorsione.

Insomma, la tela non finisce mai, ma dopo Bali il commercio sarà più etico.

4. Primarie alla grande

Matteo Renzi si è imposto per la carica che ha dato al suo partito, e anche oltre. Piaccia o non piaccia, ci è riuscito, e alla grande. Ho votato anch'io (foto), e si vedrà - il rischio di prenderla in tasca al cospetto di così tante aspettative c'è sempre. Ma la vittoria c'è stata, con un effetto che il congresso IdV non ha nemmeno intravisto, e una segreteria europeista (comunicato). E mi sono detto: anche da noi ci sono tre milioni di cittadini che si "commuovono" - o almeno, in una fredda domenica, "si muovono".

5. La politica, l'Europa, e il "cielo antico"

Dunque, la politica, con i suoi passi incerti e le sue noiosissime liturgie, sa anche sfornare entusiasmo e giustizia? Sa andare oltre la solita ipocrisia e la convenienza egoistica? A Roma, al convegno di "Azione Etica" ho ricordato che per Don Milani "amare i figli dei poveri e fare politica è un tutt'uno", ma la pratica è invece di una politica percepita - e a giusto titolo - come menzogna. Non solo: in una società complessa come la nostra, anche la politica migliore si trova a mediare, a sottrarre all'ideale per raggiungere il possibile, eterna ricerca del compromesso, ovvero il contrario di quel senso di pienezza che solo ci dà vera felicità. Eppure ci si commuove per Mandela, e perfino le primarie dello sgangherato PD suscitano entusiasmo. E il mega-carrozzone dell'OMC arriva vittorioso al suo "quid", con più etica.

Così con inclusione, onestà, visione, perseveranza, alla fine la res pubblica può far rima, per una volta, con felicità - quel "cielo antico" che non si misura col PIL. Non essere all'altezza di questo compito, non riuscire a ispirare un sentimento né di speranza né di gioia nelle tante difficoltà, è il vero fallimento della costruzione europea di oggi. In questi giorni abbiamo visto che può andare anche diversamente.

6. Premi: Marco e l'eutanasia di "Miele" di Valeria Golino

Marco D'Acri, assessore al bilancio della provincia di Torino, ha vinto il premio ADLE come amministratore locale europeo - merito tutto suo, soddisfazione anche mia avendolo candidato, come fu con Ezio Paluzzi di Roma, vincitore un anno fa. "Miele", l'opera prima di Valeria Golino (foto) è arrivata seconda al Premio Lux del Parlamento per i film d'impegno civile. È mia, insieme a Mina Welby e Marco Cappato, la sola iniziativa di questi anni al PE sull'eutanasia, e so quanto il tema resti ancora un tabù. Andate a vederlo, "Miele".

7. Bilancio di fine anno

Il 2013 è stato un annus horribilis per tante ragioni. Abbiamo dovuto imparare a muoverci tra macerie e problemi. Anche a Londra, dove al congresso dell'ADLE (partito) mi sono candidato alla vice-presidenza ed è andata male - azzardo che si è scontrato con forze, nordiche, ben più solide, e vabbè. Ma il bilancio del 2013 resta positivo e si permetta un po' d'incenso:

  • Non ho mancato un solo giorno di seduta, con interventi in plenaria a ogni sessione (e il tempo di parola è distribuito col contagocce).
  • Relatore, oltre ai quattro provvedimenti di cui già lo ero, per il Regolamento sulle misure di ritorsione commerciali - non una cosuccia.
  • Organizzati sette corsi di europrogettazione, i tradizionali quattro eventi cultura & politica a ogni inizio stagione, una riflessione in cinque incontri sui diversi continenti; e visitate quattro carceri in tre regioni.
  • Anche nel 2013 ho visitato almeno due volte ogni provincia del collegio - in tanti casi, a parte Roma o Firenze, molto di più, e già questo vuol dire oltre quaranta iniziative in un anno disseminate sul territorio.
  • Davvero tanti gli incontri promossi anche a Bruxelles - dal "Made in" ai senza fissa dimora, dai federalisti europei allo Jugendamt, eccetera.
  • Aperti altri tre bandi pubblici per tirocini; organizzati la Scuola di Formazione per i giovani IdV, il corso per amministratori locali, una visita di disabili, e un'altra dei comitati contro le discariche.
  • Pubblicati tre volumi su Roma, Acciaierie di Terni, e Firenze.
  • Seppure alcuni spazi si siano chiusi, ho partecipato a più di dodici trasmissioni tv della RAI; oltre alle collaborazioni con Solidarietà Internazionale e Vivere Marche, e agli articoli pubblicati dal Corriere della Sera a Europa, aperto un blog sull'Huffington Post.

8. Fine anno

Anche gli ultimi giorni dell'anno il lavoro non manca: a Bruxelles un'iniziativa insieme a una donna di cuore e di tenacia, Rebiya Kadeer, simbolo degli uiguri, minoranza cinese oppressa da uno Stato che come in Tibet vuole l'omologazione al suo modello; a Roma riunioni IdV e ADLE, incontro al Quirinale con le "Alte Cariche dello Stato" (quale onore), un altro con gli studenti di Roma Tre, un seminario sul comunicare l'Europa; a Milano visita a San Vittore, dove è recluso un genitore francese su cui si è accanito lo Jugendamt, vittima della "non- Europa"; a Firenze la presentazione del libro su Via de' Serragli, "anatomia di una strada" quale microcosmo significativo delle nostre città e delle ragioni dello stare insieme. Un sorriso e auguri.