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Europea 56

 

 

Per giungere alla meta, bisogna accogliere il vento contrario e sfruttarlo: questa è appunto la regola del bordeggio della navigazione a vela.

(Osip Mandel'stam)

1. Europa di Spinelli, Europa di oggi, anni persi

Il Presidente Napolitano è venuto a Strasburgo, ha parlato in seduta solenne - molto bene, e seduto, come spetta a un grande vecchio. Il Presidente che, mi dicono, votò e parlò contro lo SME nel 1978 e fu comunista in un'Europa divisa, oggi è il più federalista tra i capi di Stato europei, e mi ha fatto pensare a un proverbio africano: "Cos'è che ha molto valore, la si offre in cambio di niente, ma si rifiuta? L'esperienza, l'esperienza dei vecchi".

In un secondo e stipato incontro, ha ricordato Altiero Spinelli, a trent'anni dal suo progetto di Costituzione Europea approvato allora dal Parlamento Europeo ma ignorato dai governi - e che ci avrebbe evitato di perdere trenta anni di storia. Tra l'altro, avremmo evitato tante magagne italiane, se, come ha ammonito Napolitano "L'unica cosa che è rimasta maledettamente nazionale in Europa è la politica" - e sai che affare ci abbiamo fatto noi italiani, come si vede anche in questi squallidi giorni fatti di furbizie, prevaricazioni e volgarità degli uni e degli altri. In un terzo incontro, al Presidente ho detto che l'europeismo va tradotto in Stato di diritto e in convenienze. Ma noi abbiamo la bellezza di 104 procedure d'infrazione aperte, per mancata o cattiva applicazione di norme UE (tutte, si badi bene, "progressiste", come quella, tra le tante, a protezione dei precari discriminati rispetto a chi ha il posto fisso nella scuola), abbiamo speso appena il 51% dei 28 miliardi di fondi europei a disposizione nel periodo 2007-2013, e siamo messi all'indice per corruzione (comunicato stampa), evasione e costi della politica (Quirinale compreso, dove lavorano 1.700 dipendenti, contro i 450 della Casa Bianca). E allora, finirla con questi scandali, e diventare europei, è in Italia la vera e sola rivoluzione.

 

2. Cominciano le danze: un federalista alla Commissione

Altro europeista: Guy Verhofstadt. L'ADLE lo ha nominato candidato per la presidenza della Commissione. Riprendo dal mio comunicato: candidare un federalista progressista non è piccola cosa. Abbiamo lavorato molto per questa nomina, ed è solo il primo passo per una vera e propria riscossa degli europeisti. Adesso, anche in Italia, avremo una lista per le elezioni europee che, a sostegno della candidatura di Verhofstadt, riunirà coloro che non si arrendono al declino dell'Europa, che sanno che non c'è più tempo da perdere, al contrario di quanti devono ancora capire, nel 2014, che solo con più Europa il destino comune degli europei sarà migliore. Questo significa che dobbiamo eliminare le lentezze della burocrazia inter-governativa e dare un nuovo slancio che superi le scelte mediocri della coalizione al governo a Berlino tra democristiani e socialisti. Rispetto a questa Europa, noi siamo più euro-scettici degli euro-scettici nazionalisti. Dal libro scritto da Guy con Daniel Cohn-Bendit, riprendo dei passaggi, altrettanti temi di una campagna:

"Dal 1927 la popolazione mondiale è passata da due a sette miliardi, e fra quarant'anni saremo dieci miliardi" (In Europa siamo 500 milioni, e divisi...).

"In meno di venticinque anni il club dei paesi più ricchi sarà composto da USA, Cina, India, Giappone, Brasile, Russia, Messico e Indonesia. Ma l'UE sarebbe al primo posto".

"Dopo il 2008, gli Stati membri hanno trasfuso almeno 4.600 miliardi di euro nelle loro istituzioni finanziarie sotto forme di sovvenzioni dirette e di garanzie pubbliche". (Se avessimo un vero bilancio e un tesoro federale, con fondo di redenzione quanto avremmo potuto risparmiare in soldi buttati via per interessi. Guy e Dani insistono anche di come gli USA abbiamo debiti superiori ai nostri, ma uniti riescono a sostenerli senza scosse).

"Un esercito europeo costerà meno caro. Al posto degli attuali due milioni di soldati, avremmo un esercito di 400.000 soldati, capaci di intervenire nel mondo, quando necessario". (Idem per la protezione civile).

"L'Europa è nata a Buchenwald. L'Europa è nata nelle trincee di Verdun e nei campi della morte. L'Europa ha già conosciuto la prova del fuoco. La specificità europea è quella di essere una rottura della storia, di creare uno spazio geopolitico senza guerra e senza che un paese pretenda l'egemonia".

"Non cadiamo nelle trappole del disfattismo. L'Unione europea è probabilmente il più formidabile progresso che ha conosciuto il Vecchio Continente nel corso dell'ultimo millennio".

Eppure il capitale perso in Europa non è tanto quello del denaro e nemmeno del lavoro, ma è soprattutto quello della fiducia. La fiducia reciproca è essenziale, è tutto. Fiducia politica, nei rapporti economici, verso le banche, tra cittadini, nelle istituzioni. Nel futuro. Non ce l'abbiamo più, tutta questa fiducia. Per questo finiamo tutti sconfitti. Allora, con Mandel'stam: affrontiamo l'antieuropeismo, anche con i suoi stessi argomenti, ma portando la nave nella direzione opposta a chi chiacchiera ma non ha soluzioni.

 

3. Passi in avanti in un commercio leale - anche per le armi

Cose noiose e complesse, lo so, di cui nessuno si interessa, eppure che interessano tutti, perché ne conseguono posti di lavoro e imprese. Sulle regole del commercio internazionale ho lavorato molto in questi anni, e altro non sono che la forma per dare un ordine alla globalizzazione. Mentre qualcuno inganna i cittadini invocando il ritorno dei dazi (che in parte ci sono già, e per smantellarli dovremmo uscire dall'UE e dall'Organizzazione Mondiale del Commercio, e a quel punto dazi a volontà, ma anche addio alle nostre esportazioni - e sai che affare per un'industria come la nostra vocata all'Export), abbiamo approvato regole per non farci fare fessi, superando le continue piccinerie di ventotto governi  che se agissero da soli ci renderebbero solo più vulnerabili. Con il Regolamento sugli Strumenti di Difesa (intervento in plenaria) s'è fatto un passo in avanti per proteggere il nostro manifatturiero e aiutare soprattutto le piccole e medie imprese. Dopo dieci mega-emendamenti di compromesso (anche miei) in commissione, e come per il mio rapporto sulle procedure e i settori di applicazione delle misure di ritorsione, ci vorranno ora i triloghi (negoziati serrati tra Parlamento, Consiglio e Commissione, cose che cominciano alle sei di sera e tirano avanti fino a mezzanotte, per poi aggiornarsi) per definire con precisione tutto. Appassiona di più il commercio delle armi (altro intervento in plenaria), una girandola d'interessi. E qua è questione di trasparenza e di regole chiare. Finalmente l'ONU ha partorito un trattato sul commercio delle armi convenzionali, un provvedimento non di facciata, tanto che è stato osteggiato da Siria, Iran e Corea del Nord, con l'astensione di India, Cina e Russia - e questi "emergenti" farebbero bene a crescere anche coi valori.

 

4. Una storia troppo lunga e troppo sbagliata

A proposito di emergenti. Sui marò abbiamo organizzato in modo transpartitico un grande tricolore davanti all'ingresso di Strasburgo (foto). Sull'Huffington Post ho scritto della sequela di fesserie compiute dall'Italia, un manuale degli errori. Ma in Europa occorre essere uniti, tanto più che l'internazionalizzazione della crisi sia la scelta migliore per riportare a casa i due soldati. E l'ulteriore incertezza indiana, il non aver ancora formulato nemmeno i capi d'imputazione, aggiungono alla nostra dabbenaggine l'arroganza e la confusione di un paese che si vuole (ed è) grande ma pare molto traballante.

 

5. Alternative per la salute

A Strasburgo con Cristiana Muscardini abbiamo ospitato un bel convegno sull'alimentazione e l'agricoltura macrobiotica pianesiana. Paolo Pozzilli, tra i principali endocrinologi al mondo, ha portato risultati non da poco: una dieta pianesiana (dal costo di tre euro al giorno) ha risultati certi nel trattamento del diabete, oltre che dell'obesità. Cambiare abitudini - anche delle politiche di sanità pubblica e dei messaggi mediatici - è sempre la cosa più difficile, ma l'Italia (e in particolare le Marche, dove l'alimentazione pianesiana è nata ed è promossa anche nelle scuole), può esportare in Europa delle vere eccellenze innovative.

 

5. Lavori in corso

Tra le varie prossime iniziative, un seminario con giornalisti a Roma, ma soprattutto, come tutti gli anni, la Giornata della Memoria è un monito e un ritrovarsi. Il 13 febbraio, parte delle commemorazioni ufficiali della Regione Toscana, a Pisa presenteremo la performance Anatomia di un genocidio, con musiche e video di Claudio Boncompagni e l'interpretazione di Alessio Sardelli e mia, in passato accolta nella Sinagoga di Firenze e in tanti altri posti. Non è un testo allegro, e nemmeno ipocrita, col coltello tra le complicità italiane, il conformismo degli anni fascisti e la macchina dello sterminio. La nostra Europa, appunto, è nata a Buchenwald. Ma è dietro alle spalle.