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Europea 57

- Sono maggiorenni?

- No, sono italiani.

(Collodi nipote, "Sussi e Biribissi")

1. Compiti a casa, homework, devoirs...

Credo proprio di essere buono. Se qualcuno comincia con entusiasmo un lavoro, non riesco a criticarlo dai primi giorni, gli ho sempre dato fiducia.

È così anche per Renzi, pare mettercela tutta - a suo modo, s'intende - e merita ogni incoraggiamento.

In cinque anni di deputato, è il quinto governo col quale ho a che fare, e ogni volta la locandina delle intenzioni è la migliore. Oltre al "meno tasse", un altro mantra è "l'Europa capirà che con noi in Italia è cambiata la musica".

Lo hanno detto tutti, ora anche Renzi.

E gli italiani abboccano sempre.

Questa volta però si è stati più espliciti: "non prendiamo lezioni dall'Europa". Il giorno dopo, però, a Roma tutti al lavoro per cercare le coperture al taglio delle tasse che non scardinano i meccanismi del nostro mostruoso debito. Intanto, il governo avrebbe potuto contare qualche viceministro in meno, ma almeno un ministro per gli affari europei - visto che tra poco avremo il semestre di presidenza e che i fronti con l'Europa sono mille e uno. Invece no, solo un sottosegretario (Sandro Gozi, conosce bene questo mondo). Tanto noi "non siamo maggiorenni, siamo italiani", e non prendiamo lezioni, come sanno bene in Europa: abbiamo oltre cento procedure di infrazione, primato di debito, di costo delle Istituzioni, di corruzione, di evasione, di mancato uso dei fondi europei. Non prendiamo lezioni dall'Europa, no: e così capita anche con i 665 milioni di euro europei per le migliori idee delle Smart Cities, dimezzati e comunque bloccati da Roma, con vincitori già proclamati da un anno. Qualcuno di loro, racconta L'Espresso, è già emigrato in Germania, consapevole che in Italia lezioni dall'Europa non ne vogliamo, ci mancherebbe.

2. Il partito che non c'è, il più necessario

Così, il partito di un'Italia Europea, e di un'Italia che voglia RIFARE questa Europa deve nascere. Per la lista dell'ALDE, federalista e sbarazzina, i lavori sono in corso - mai "annunciare", meglio operare, perché qua non si tratta di fare "la lista" per la vanità di un candidato, ma di interpretare con pragmatismo e umiltà, e senza la spocchia delle trincee identitarie, una cultura politica lontana dallo squallore intergovernativo e dai beceri dell'ignoranza antieuropea. Siamo al per aspera, vedremo se arriviamo ad astra.

3. Resoconto di cinque anni di lavoro

Che orrore gli autocompiacimenti. Ma abbiamo preparato un resoconto del lavoro parlamentare che tocca quasi le cento pagine, e senza chiacchiere, solo elencando visite, successi legislativi, corsi, seminari, interrogazioni, eccetera, e limitandosi ai filoni di maggiore continuità - commercio internazionale, fondi UE, disagio sociale, cultura, discariche, eccetera. Con cento pagine, almeno ci si mette al riparo dall'accusa tipica: fate eleggere in Europa e poi non fate e non dite niente. Ecco: chiedete ad altri.

4. Il dito nella piaga giusta: ricapitalizzazione e dividendi di Banca d'Italia

A inizio mandato, dedicai tempo al ricorso sull'osceno scudo fiscale di Tremonti, insieme all'avvocato Giacomini. Una lunga storia che alla fine - sulla parte dell'IVA condonata - ha ristabilito una parte di giustizia fiscale. Ce ne volle di tempo, segno della perseveranza necessaria per iniziative che non siano uno spot a effetto. Ora, si chiude con un'altra iniziativa che da sola ne vale mille: la ricapitalizzazione della Banca d'Italia. Un'interrogazione alla Commissione con l'aiuto di Luciano Vasques (uno degli artefici della lista ALDE Italia, ottima premessa), chiede di chiarire alcuni passaggi: si parla di miliardi, non di brigidini. Immediata è stata allora la richiesta da Bruxelles di informazioni al governo, primo passo indispensabile per far venire pienamente  alla luce una storia altrimenti inosservata. Per gli amanti della letteratura poliziesca (c'è sempre un lato da thriller in queste iniziative sui dossier più scomodi) segnalo gli articoli di Davide Giacalone e di Michele Boldrin - che da par loro spiegano cosa ci sia in ballo.

5. Un po' ordine per le antenne europee in Asia

Intervento in plenaria sugli European Business Centers in Asia, dove l'UE ha creato una rete di strutture di appoggio alle nostre imprese. È una realtà troppo variegata: eccellenze e bidonate, enti semipubblici e altri tutti privati, dirigenti volontari o consulenti strapagati, gerarchie o autonomia da Bruxelles. Occorre mettere ordine, e non sono cosucce, perché soprattutto in Asia è indispensabile fare sistema europeo e razionalizzare seguendo gli esempi migliori.

6. La società del movimento: un ciclo di incontri

Spezzare il ritmo delle riunioni politiche - liste, non liste, euro si euro no e baracca e burattini - è buona abitudine. Dopo i dieci appuntamenti sul senso attuale dei Comandamenti (2012) e i cinque sul "noi" e ciascuno dei continenti (2013), in questi giorni è in corso un ciclo tematico su "restare" (al caffè letterario delle Murate, ex-carcere luogo simbolo del non movimento), "tornare" (nel centro di Emmaus di Roma, nuova casa che permette il reintegro), "nomadismo" (da Azimuth, associazione di montagna a Roma), e "partire" (alla fiorentina libreria Salvemini, uno che per il fascismo se ne andò in America). Senza canovaccio, studenti Erasmus, scrittori, ex-senza fissa dimora, uomini di fede, alpinisti, accademici, musicisti, politici, dicono la loro sulle diverse condizioni di una società ossessionata dal movimento: viaggi, migrazioni, fughe di cervelli e per fame, epica del ritorno, libertà e radici, e molto altro.

7. Scoperta di primavera: la lingua più bella

La festa di primavera (non sarà l'ultima, il 21 giugno, anche se non più eletto, ci ritroveremo per l'avvio dell'estate), sarà proprio speciale. Con il suo instancabile direttore Ivano Spano, all'Istituto Statale per i Sordi di Roma, scopriamo un'altra lingua, quella dei segni, con esperti e anche attori muti che reciteranno l'Europa di Spinelli. Un altro ponte tra politica e cultura - per tutti, che fa seguito anche al dibattito del 2010 che fu seguito da una cena al buio con non-vedenti. (È stato facile facile firmare il manifesto dell'European Disability Forum. Con il lavoro già svolto, non corro il rischio di opportunismo elettorale):

8. Fiori vari di stagione

Confesso di attendere la fine della legislatura come la fine di una corsa che dia respiro. Anche nelle prossime settimane il ritmo è incalzante: il 31/3 e il 7/4 ci sarà in due tappe il sesto corso per amministratori locali organizzato a Bruxelles, con tanti interventi di  progetti vincenti e belle idee. Sempre a Bruxelles apro il Parlamento per la proiezione del film Leone d'oro a Venezia "Sacro GRA", col regista Gianfranco Rosi, un lavoro sul campo della tangenziale romana che è la faccia ruvida del nostro sgangherato e incredibile paese rispetto all'altro premiato capolavoro de "La grande bellezza". Sempre da Roma ospito la prima tappa della carovana su Etica e Felicità, che poi sarà a New York e nella Milano dell'Expo. Su Europa & Felicità, tema quasi tabù in una società depressa dove ci scanna in famiglia, saremo anche a Giogoli, Scandicci, luogo speciale dove consiglio di venire anche da lontano, per scoprire una vera comunità e una curiosità di cui è ancora capace l'Italia.