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"L'eredità di Antigone - Storie di donne martiri per la libertà"

Tanta gente alla presentazione a cui ho partecipato l'altro ieri a Firenze con la giornalista de "La Nazione" Sandra Nistri di un'opera particolare.

Raccontare la storia di 10 donne che hanno dato la vita per la libertà: "L'eredità di Antigone" di Riccardo Michelucci è credo il primo libro dedicato in Italia alle eroine spesso dimenticate eppure tutte così lucide, determinate e sempre femminili nella dura lotta contro il potere autoritario.

 

Ciascuna di loro meritata un libro a sé, un film, un corso nelle scuole, un monumento, mentre nemmeno sappiamo i loro nomi. Sono tutte morte per assassino, perseguitate con un accanimento sempre del tutto speciale, proprio perché che sia una donna a ribellarsi è ancora più inaccettabile.

I loro nomi: Norma Parenti (1921-1944), partigiana e madre, medaglia d'oro e uccisa il giorno prima della liberazione della sua massa marittima. Sophie Scholl (1921-1943), tra i fondatori della Rosa Bianca, una ragazza tedesca che nel momento di maggior conformismo del suo paese ragionava e lottava con la sua testa - che fu poi tagliata dalla ghigliottina nazista. Franca Janach (1957-1976), gettata viva in mare a diciotto anni da un aereo dei generali argentini contro i quali militava.

Marianella Garcia Villas (1948-1983), l'avvocata salvadoregna dell'arcivescovo Romero, trucidata come lui, che nel suo ultimo viaggio europeo disse "sentirete parlare di me perché presto mi ammazzeranno". Meena Keshwar Kamal (1956-1987), che nel suo Afghanistan lottò contro i fondamentalisti e i sovietici, contro i filo-occidentali corrotti e contro i pakistani, e gliela fecero pagare. Marla Ruzicka (1976-2005), americana che per prima denunciò gli abusi contro i prigionieri iracheni e la morte dei civili innocenti. Emily Davison (1872-1913), artefice della campagna a favore del voto alle donne che venne travolta mentre manifestava nel corso di una gara ippica. Mairéad Farrell, membro dell'Ira uccisa, disarmata, a sangue freddo a Gibilterra dai soldati britannici. Anna Mae Pictou Aquash (1945-1975), protagonista della lotta degli Indiani d'America ed eliminata dall' FBI. Ruth First (1925-1982) dirigente bianca dell'Anc, uccisa nel suo esilio in Mozambico dai servizi del Sudafrica dell'apartheid.

Donne ammirevoli e martiri - quasi tutte giovanissime - ma spesso messe in ombra dagli eroi al maschile (significativa una riflessione di Miriam Mafai riportata nel prefazione sulla discriminazione delle donne partigiane fatta dalla memoria della resistenza). Tutte martiri, ma alla fine, in forma postuma, tutte vittoriose nell'esito della loro lotta - che è luce per tutti noi, in questi anni di meschinità.

Dopo il suo libro, unico del genere, sui "sette secoli di oppressione britannica in Irlanda", Riccardo ha scritto un altro libro necessario. E più che eredi di Antigone, siamo noi che abbiamo ricevuto da loro molto in eredità.