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Come nasce un sorriso, come muore un’eccellenza

“Il sorriso è amore” scriveva Bollea, padre della neuropsichiatria infantile, qualche mese fa per descrivere la manifestazione di affetto dei bambini fin dai primi momenti dell’infanzia vicino alla madre, ai genitori e ai nonni impegnati nelle attenzioni quotidiane.

E dopo aver sorriso tanto Bollea ai suoi bambini del centro di psichiatria infantile di Roma - traumatizzati nell’anima da famiglie divise, abbandoni e violenze - oggi questa eccellenza rischia di chiudere e invece va difesa in ogni modo, valorizzata.

Giovanni Bollea ha dedicato una vita a fare si che la neuropsichiatria infantile fosse staccata dalla medicina pediatrica convinto che la sofferenza psichica non sempre era riconducibile a base organica. I malfunzionamenti, infatti, non hanno spesso origine fisiologiche/genetiche ma nelle relazione umane e per questo voleva tessere una rete di medici e genitori, familiari, psicologi, assistenti sociali e insegnanti vicino ai bambini.

 

Conoscevo Bollea e voglio far sentire ai suoi operatori la mia vicinanza, e il suo impegno di una vita non va dimenticato né perso. In questi giorni che la cronaca dei giornali ci mostra un sempre più evidente disastro delle strutture sanitarie, dobbiamo invece esigere che ci sia la massima consapevolezza del valore della sanità pubblica e dell'importanza di difenderla per permettere a tutti, e non solo alle persone più abbienti, di vedersi curare e, in molti casi, salvare la vita.

Dobbiamo lottare contro gli sprechi! Abbiamo la necessità di salvaguardare la sanità pubblica e le sue eccellenze. Dobbiamo evitare la chiusura di un polo d’eccellenza ed è necessario continuare a garantire qualità ed efficacia del lavoro dei sanitari.