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A Venezia per una "più" e "diversa" Europa.

L'Europa oltre l'Europa: questo è il titolo dell'evento che si svolgerà a Venezia il 24 e il 25 maggio, organizzato Europe Alternatives, Global Project e con la collaborazione della città di Venezia. Due giorni d'incontri, dibattiti, proiezioni che si terranno nelle sedi universitarie, istituzionali, in spazi sociali e culturali, occupati e autogestiti.

L'Europa oltre l'Europa vuole dare voce alla società civile, ai movimenti transnazionali, a cittadini e cittadine che credono nel valore della partecipazione diretta e deliberante. Tre anni di politiche di austerity, la rivoluzione dall'alto e le sue forze post-democratiche hanno modificato la costituzione materiale dell'Europa. Occorre fare il punto della situazione e Venezia ne offre l'opportunità. Il luogo geografico non é casuale, rimanda all'idea dello storico ponte tra l'Europa continentale, il Mediterraneo e l'Oriente: ciò che dovrebbe incarnare l'Europa.  Ed é proprio questo uno degli obiettivi dell'evento: guardare oltre le politiche di "cittadinanza escludente", affacciarsi verso Sud ed Est, compensando l'asse  geopolitico Nord Ovest e correggendo quella che Paolo Rumiz chiama la "verticalità" dell'Europa.

A Venezia ci si confronterà per un'Europa che sia più Europa fin dal suo design istituzionale. Le logiche intergovernative prevalgono, assediano il Consiglio e si propagano verso la Commissione. Nel clivage "intergovernativo- comunitario", qual é la posizione del Parlamento? Può questa struttura transnazionale veicolare un approccio bottom up del progetto europeo? Queste domande saranno poste nell'incontro del 25 maggio "Crisi delle istituzioni comunitarie, integrazione economicae politica dall'alto: il futuro della democrazia in Europa" ( Sala Consigliare del Municipio di Venezia,  9:30-12:30) in presenza di Niccolò Rinaldi, Ugo Mattei, Theano Fotiou, Oriol Costa Fernàndez, Gianfranco Bettin, Giulio Marcon e Lorenzo Marsili.

Ma a Venezia si discuterà anche per un'Europa diversa, diversa dalla tecnostruttura tracciatasi a Bruxelles e a Francoforte, un'Europa immune alla neutralizzazione della democrazia parlamentare e ricettiva alle recenti richieste di "rifondare l'Europa dal basso". La sessione del 24 maggio, Crisi economico-finanziaria, politica di austerity e governance della Troika: quali alternative" (presso l'Università IUAV, ore 16:30-19:30) indaga sul concetto di rivoluzione dall'alto e sulle proposte che invece possono riabilitare la politica a scapito della finanza. Tra i relatori Leo Specht, Argiris Panagopoulos, Iulia Popovici, Pablo Elorduy.

L'Europa diversa à quella che prende in conto le innumerevoli spinte della società civile, le sue proteste e i conflitti sociali. Non si possono ignorare quei movimenti transnazionali che sperimentano nuove forme di democrazia, basate su un'ampia partecipazione dei cittadini non solo nel momento deliberativo, ma anche nell'elaborazione delle idee e delle soluzioni ai problemi. "Conflitti sociali e movimenti costituenti per un'altra Europa possibile" é il titolo della sessione di chiusura, prevista nei Magazzini del Sale, Dorsoduro-Zattere dalle 14.30 alle 18.30. Tra gli intervenienti ci saranno Karin Zennig, Agnes Gagyi, Christos Giovanopolous, Stamir Payatov, Daniel Seco, Shendi Veli.

L'Europa oltre l'Europa sembra ricalcare la necessità della tripla ridemocratizazzione proferita da Jürgen Habermas poiché evoca, in un unico evento, la riabilitazione della politica a scapito dell'ortodossia finanziaria, il rafforzamento del parlamento come luogo di decisione politica e una maggiore attenzione verso le espressioni della società civile e solidarietà sociale.