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L'"European Economic Recovery plan" a quasi cinque anni di distanza...

Nel novembre del 2008, la Commissione europea ha elaborato un piano d'azione per rispondere alla crisi economica. A quasi 5 anni di distanza, sarebbe interessante ritornare sui suoi punti chiave e sulle strategie enunciate per affrontare la crisi economica.

 

Si tratta dell'European Economic Recovery plan, un pacchetto di proposte che riposa su due pilastri: 1) L'aumento del potere d'acquisto per potenziare la domanda e la fiducia dei consumatori.

Si prevede una sovvenzione di 200 miliardi di euro; 2) Il rafforzamento della competitività dell'Unione, tramite un programma d'investimenti mirati ai bisogni nel lungo periodo: lavoro, energia pulita, infrastrutture e collegamenti.

Lo stesso Piano si propone di attivare le leve sociali ed economiche per ossigenare l'economia delle Piccole e Medie Imprese (PMI), tagliare gli oneri amministrativi e far partire gli investimenti per modernizzare le infrastrutture.

Le 27 economie sono strettamente connesse e dunque il Piano combina aspetti monetari, budgetari e quelle azioni decise a Lisbona per stimolare la crescita e l'occupazione. L'European Economic Recovery plan ribadisce l'importanza del Patto di stabilità e crescita, considerato come una delle soluzioni e non come un problema. C'é allora da chiedersi come il Piano prevedeva di sostenere i più vulnerabili e i meno qualificati in tempo di crisi. Il documento include un'iniziativa di supporto per l'impiego e la riprogrammazione del Fondo Sociale Europeo per garantire una maggiore protezione ai lavoratori. Tra le misure previste: assicurare una maggiore e personalizzata consulenza e assistenza nella ricerca di lavoro, avviare corsi di formazione e riqualificazione professionale, sussidi per i programmi d'impiego e lavoro autonomo. Inoltre il Piano invita gli Stati membri a ridurre la tassazione del lavoro si bassi redditi e incoraggiava i sussidi per l'assunzione dei più vulnerabili e per il sostentamento del nucleo famigliare.

Un altro punto importante indagava sul rapporto crisi economica-economia verde. Il Recovery plan considera gli investimenti nell'economia verde come una delle soluzioni per la crisi. Investire nella tecnologia pulita e nelle'energia rinnovabile crea lavoro nel corto e lungo periodo, assicurando nello stesso momento la tutela dell'ambiente e dei modelli sostenibili di sviluppo.

Il potenziamento delle infrastrutture è il terzo punto cardine del Recovery plan. Quest'ultimo prevede diversi tipi di investimenti nelle infrastrutture, tra cui 5 miliardi  per la costruzioni di connessioni  per il trasporto di energia e per allargare i progetti d'infrastrutture, 500 milioni per progetti per il potenziamento dei trasporti trans-europei. La Banca europea degli investimenti aumenterà le sovvenzioni fino a 6 miliardi all'anno per affrontare il cambiamento climatico, la sicurezza energetica e la qualità delle infrastrutture.

Si parla delle Piccole e medie imprese che nel periodo 2008-2011, stabilisce il Piano, riceveranno 30 miliardi di euro. Inoltre la Commissione garantisce agli Stati membri un accesso più facilitato agli aiuti destinati alle PMI e ridimensiona gli oneri amministrativi.

European Economic Recovery plan stabilisce che gli Stati membri devono incrementare gli investimenti nella ricerca e sviluppo (R&D) e innovazione. Tanti sono gli esempi del passato che ci dimostrano come sia produttivo investire nella ricerca in tempi di crisi.

Si auspica per il mantenimento di un commercio aperto e vitale, attraverso un network di accordi commerciali con i Paesi vicini. La politica di buon vicinato deve continuare ad aprirsi verso il mediterraneo e l'Est Europa. La stessa linea d'azione deve essere portata avanti con gli Stati Uniti attraverso il Transatlantic Economic Council e con Cina, India, Brasile e Russia attraverso accordi bilaterali. In ultimo si ribadisce come la crisi non dovrà ridurre gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo. E' fondamentale, a riguardo, mantenere gli impegni che permetteranno di raggiungere i Millennium Development Goals.