Sei in: Federalismo Habemus la programmazione 2014-2020

Habemus la programmazione 2014-2020

Dopo mesi di complesse negoziazioni, ieri a Strasburgo abbiamo votato il bilancio UE per il periodo 2014-2020 (Quadro finanziario pluriennale - QFP). Il bilancio complessivo per i prossimi sette anni sarà di 960 miliardi di euro in impegni finanziari e 908 miliardi in pagamenti (prezzi del 2011).Certo si tratta di uno strumento indispensabile ma anche da rivedere perché ricorda un'impostazione sovietica: l'URSS si limitava a predisporre piani quinquennali, noi arriviamo addirittura a sette anni, come se nel 2020 l'Europa avrà le stesse esigenze che nel 2013. Nella contrattazione con il Parlamento e Consiglio abbiamo almeno ottenuto una revisione a metà periodo, che spero davvero aiuterà a realizzare gli aggiustamenti necessari. La"clausola di revisione", permetterà di chiedere alla Commissione di presentare un'analisi per rivedere il funzionamento del bilancio UE a lungo termine nel 2016, tenendo conto delle circostanze economiche del momento. Una revisione che dovrà inoltre essere accompagnata da una proposta legislativa. Il braccio di ferro tra Parlamento e Consiglio alla fine ha portato al pagamento degli impegni già presi e a una maggiore flessibilità ma rimane purtroppo il nodo del metodo intergovernativo che imbriglia l'Europa in una rete di rapporti di forza, di concessioni reciproche, di visioni che non vanno oltre la punta del proprio naso perché ognuno dipende dagli umori elettorali di turno. Per tutto questo sulla votazione finale mi sono astenuto perché ritengo che questo bilancio settennale 2014-2020 sia un passo avanti ma ancora troppo piccolo per risolvere i problemi, molto rimane ancora da fare, c’è bisogno di una svolta e di aprire una nuova fase nel Governo dell’Unione.