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La scommessa dell'Alde: indicazione del successore di Barroso per arginare il voto euroscettico

Da il PATTO SOCIALE.it : "Il rigore imposto dalla Germania alimenta l'elettorato contrario alla Ue"

Indicazione diretta, da parte dei raggruppamenti di partiti, del proprio candidato alla presidenza della Commissione europea. E’ questa la via – la cui praticabilità dà per certa – attraverso la quale Niccolo Rinaldi, eurodeputato italiano dell’Alde, pensa che si possa battere quel voto euroscettico tanto temuto per le Europee 2014 e alimentato dalle polemiche sul rigore che la Germania impone a a tutti i partner dell’Eurozona.

Quanto l’eccesso di rigore che si rimprovera alla Germania può alimentare il voto a forze euroscettiche che tanto si teme per le Europee 2014?
“Moltissimo, se il rigore non viene temperato da misure di mitigazione della crisi, come ad esempio quelle proposte da un gruppo di studiosi tedeschi: mantenere una disciplina di bilancio rigorosa per l’Eurozona controbilanciandola con la creazione di un bilancio Ue che finanzi sussidi di disoccupazione o un reddito di cittadinanza. Oppure scorporare la spesa per investimenti, che trainano l’occupazione, dal computo del deficit”. E qual’è la visione liberal che il gruppo europeo dell’Alde di cui lei fa parte propone?
“La nostra è una visione liberaldemocratica: siamo presenti in quasi tutti i Paesi europei, attraverso forze a volte di centro altre volte di centrodestra come di centrosinistra, tutte accomunate da una grande ambizione rispetto ai diritti civili, da una forte attenzione verso le pmi come motore del cambiamento e fattore di mobilità sociale, dalla consapevolezza che i grandi problemi (sicurezza internazionale, climate change e tutela dell’ambiente, immigrazione, regolamentazione del mercato e controllo della finanza, lotta alla burocrazia) possono essere affrontati in modo credibile solo dall’Europa e noi dai suoi singoli 28 Stati”.
Il leader dell’Alde Guy Verhofstadt vede 12 possibili forze, in Italia, da coagulare nell’Alde…
“La dispersione nella politica italiana riguarda tutti gli schieramenti, per abitudine ai personalismi e a leadership individuali e carismatiche. E’ un’anomalia su cui in Italia si riflette poco quella dello scarso rapporto con le grandi famiglie politiche europee, dobbiamo cambiare. L’Europa deve essere il modo per unire forze con sensibilità diverse, creare una forza con uno stretto rapporto con l’Alde cui tutte queste forze guardano”.
Pensa che si arriverà a un’indicazione del candidato alla successione da parte dei grandi partiti europei, tramite i loro branch nazionali, e che questo contribuirà a unire forze tra loro simili nei vari Paesi?
“Sì, la novità nel 2014 sarà che i grandi gruppi, i Popolari, i Socialisti e i Liberaldemocratici (gli altri non so) annunceranno tutti il proprio candidato”.
Verhofstadt potrebbe essere uno di questi…
“Non è così facile e scontato”.
Lo dice perché pensa che l’Alde sia meno competitiva del Ppe e dei Socialisti?
“Se siamo coraggiosi, se manteniamo una posizione critica verso lo status quo europeo ma non arroccata sulla paura possiamo toglierci delle belle soddisfazioni”.


di Carlo Sala su il PATTO SOCIALE

21/11/2013