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L’Europa degli insegnanti per gli insegnanti

Lettera di una docente sui due week end di corso intensivo sulla cittadinanza europea tenuti a Bertinoro: per un futuro di vera unità.

Il 14 e 15 dicembre e il 18 e 19 gennaio 2014, nella splendida ex Rocca vescovile, sede del Centro universitario di Bertinoro (http://www.ceub.it/), in provincia di Forlì-Cesena, si è tenuto il Corso Lifelong Eu di Educazione alla cittadinanza europea, totalmente finanziato dall'Azione Jean Monnet della Commissione europea, in occasione dell’Anno europeo dei cittadini 2013.

Dedicato agli insegnanti e teso all’approfondimento delle tematiche europee nell’ambito dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione (legge n. 169 del 30 ottobre 2008), con la regia della professoressa Giuliana Laschi, professore associato del corso di Laurea in Scienze internazionali e diplomatiche dell’Università di Bologna (sede di Forlì), presidente del Punto Europa di Forlì (http://www.puntoeuropa.it/pe/), il corso ha visto protagonisti,

in qualità di relatori, diversi docenti universitari del Corso di Laurea in Scienze internazionali e diplomatiche specializzati in Studi europei ed esperti dei Centri Europe Direct e Punto Europa dell’Emilia-Romagna.

 

I 64 docenti partecipanti hanno avuto occasione di essere edotti sulla Storia dell’integrazione europea, sulle Istituzioni europee, sull’evoluzione economica dell’Ue, sulle politiche ambientali, ma anche su temi sempre scottanti e attuali – come emerge dai recenti fatti di cronaca che animano il dibattito pubblico – quali l’euro, la cittadinanza europea, la Carta dei diritti. Particolare interesse hanno suscitato – per restare in ambito strettamente educativo e scolastico – i programmi europei di finanziamento per le scuole, il sistema di istruzione e formazione nell’ottica di Europa 2020, le buone pratiche suggerite e condivise, ma soprattutto le opportunità di mobilità internazionale.

Già dallo scorso luglio l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, di concerto con il Comune di Forlì e l’Università di Bologna, ha avviato la sperimentazione di Mobilitas (http://www.mobilitasonline.net/), un servizio gratuito di vero e proprio accompagnamento rivolto a persone residenti o domiciliate in Emilia-Romagna, che si propone di armonizzare i servizi offerti dalle esistenti reti europee a sostegno della mobilità educativa e lavorativa, finalizzato alla realizzazione di un’esperienza su misura anche in area extraeuropea. Non sono mancati Ateliers sulla cultura europea, moderati da cultori di Musica, Cinema, Arti visive, Sport, intesi come strumenti di una possibile e fattiva integrazione e che hanno contribuito a creare un’atmosfera di condivisione e di maggiore partecipazione.

Nella giornata conclusiva il network di insegnanti è sembrato armoniosamente composito e variegato, arricchito degli strumenti e delle professionalità dei relatori: si è lasciato spazio a una fucina di idee, progetti e buone pratiche condivise e da condividere. In altre parole un cantiere in fieri. Che sia questa l’Europa unita? Uniti nella diversità e compatti verso un unico obiettivo. Parafrasando il motto di John Fitzgerald Kennedy, non ci si è chiesto cosa l’Europa potesse fare per noi, ma cosa noi eravamo disposti a fare per l’Europa. E, come recita un saggio giapponese: «Perfino una sola persona, se ha scopi contrastanti, finirà sicuramente per fallire». Decisi, perciò, a onorare la memoria dei padri fondatori e a trasmetterla alle future generazioni.

Orietta Massaro