Sei in: Iniziative Europee Europa Cultura 21 Settembre 2010: "Europe Mirage. The desperate journey of African Migrants"

21 Settembre 2010: "Europe Mirage. The desperate journey of African Migrants"

È il viaggio della speranza che ogni anno percorrono circa 100.000 migranti africani, destinazione l’Europa. Ma per molti di essi diventa il viaggio del dramma e della disperazione, per un approdo che si allontana sempre più a seguito dei respingimenti in atto dal 2009. Donne e uomini che hanno nomi, storie, drammi personali da cui fuggire e che per l’aspirazione di cambiare per sempre il volto della loro esistenza, affrontano più di 3.000 chilometri di deserto per raggiungere le coste libiche, e salpare verso le sponde del Vecchio Continente. Rischiando tutto.

 

Nel grande buco nero chiamato Sahara, saranno preda delle estorsioni dei militari corrotti, dei trafficanti senza scrupoli pronti a venderli, delle guardie libiche che, una volta portati nelle prigioni del deserto, disporranno di loro, stando ai racconti di quanti ne hanno fatto ritorno.

 

Un lavoro giornalistico rigoroso, svolto nei luoghi del viaggio, nei ghetti di fango dove i migranti vengono tenuti dai loro trafficanti, nell’attesa di un altro camion per raggiungere la successiva tappa. Raccontandone la speranza, le malattie, la mutua solidarietà nell’indifferenza del mondo esterno.

Il tutto in 34 fotografie, una mostra che prenderà il via lunedì 20 settembre all’interno della cornice istituzionale del Parlamento Europeo di Strasburgo, dove resterà esposta fino a venerdì 24. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Consiglio Italiano per i Rifugiati, dell’Unione Forense per la Tutela dei diritti Umani, della Provincia di Roma, dell’Aiccre, dell’organizzazione umanitaria Bambini nel Deserto, ed è stata possibile grazie al prezioso sostegno dell’Alde e dell’eurodeputato Niccolò Rinaldi.

Con la speranza è che quello dei respingimenti, del trattamento disumano e delle torture subite dai migranti nelle prigioni libiche, diventi una problema europeo. La cacciata dell’Unhcr da parte del governo libico è un ulteriore motivo di preoccupazione, che dovrebbe spingere i Paesi europei e l’Italia a intervenire, ma ciò non accade. L’iniziativa nasce con l’auspicio di squarciare il velo dell’indifferenza e aumentare la soglia di attenzione sul tema, in seno alle Istituzioni europee.