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“Giovani e cultura della qualità” - Montepulciano 21 settembre 2013

Pubblico con piacere il contributo di Angelo Chiolle nell'ambito dell'evento dello scorso sabato a Montepulciano.


Sono oltre due milioni (2.250.000) i Neet in Italia, cioe’ i giovani tra i 25 e i 29 anni che non lavorano e non studiano, ed in molti casi si tratta soprattutto di mamme.

 

Lo rileva il rapporto annuale dell’Istat secondo il quale l’occupazione è in calo soprattutto per i ragazzi under 29.

 

L’Italia ha la quota di Neet più  alta d’Europa (23,9%). Nel solo 2012 il numero di Neet è ulteriormente aumentato di 95 mila unità (4,4%) mentre dal 2008 l’incremento è stato del 21,1% (+391mila giovani). I Neet sono più diffusi tra le donne, rientrano in questo comparto molte casalinghe con figli prevalentemente nelle regioni del Sud e le straniere con figli al Centro-Nord, in particolare marocchine e albanesi.

Tra i giovani che vivono ancora in famiglia, l’incidenza è più alta tra gli uomini. E’ evidente che questa situazione non può che determinare una percezione deformata della qualità in generale essendo la medesima strettamente legata alle condizioni esistenziali.  Proprio perché questa situazione interessa  direttamente i giovani “più anziani” ed indirettamente  i “giovani in progress” possiamo tentare una suddivisione analitica in due fasce: a) Under 18 - b) Under 29

Per ambedue le fasce, che attraversano in modalità differenti formazione e sperimentazione, l’elemento configurante è la risposta che ricevono dall’ambiente  ogni volta che domandano direttamente ed indirettamente sostegno e rispetto. La domanda  è, nei fatti, ad alto rischio perché spesso il sostegno avviene a scapito del rispetto.

Per i giovani dai 18 ai 29 anni la cultura della qualità appare strettamente connessa ad una progressiva attenzione  ai seguenti elementi:
1) fattori di sviluppo generale
2) scoperte in campo medico e scientifico
3) evoluzione tecnologica

Si assiste quindi ad una costruzione   gerarchizzata della qualità secondo la seguente successione:
* SALUTE  FISICA
* BENESSERE ECONOMICO
* RAPPORTI INTERPERSONALI
* AFFETTI
* RISPETTO DA PARTE DEGLI ALTRI

Al termine di una continua  rielaborazione dell’osservazione e della sperimentazione, viene elaborato un concetto più esteso di qualità  che converge verso un modello difensivo strettamente personale di “Qualità della vita” riferito ai seguenti elementi:
- qualità del nucleo familiare
- qualità della formazione ricevuta
- qualità delle informazioni e delle esperienze
- qualità del quadro istituzionale e politico
- qualità delle relazioni personali
- qualità e sicurezza dell’ambiente

Il concetto Qualità ha origini lontane : nella genesi si fa riferimento al fatto che la creazione “era cosa buona” , chiaro riferimento non tanto al bene e male, quanto al fattore positivo tradotto nella “qualità del creato”. Si può affermare che, secondo questo assunto,  nasciamo proiettati verso la qualità.  Compare anche la qualità negativa, successivamente, con la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso. Da li in poi  l’educazione  e la percezione sensoriale concorrono alla generazione della cultura della qualità difensiva , che ancora oggi domina ogni sistema sociale. Tribù, Confraternite, Logge, Lobbyes, Associazioni, Partiti ecc. , elaborano ed adottano modelli di qualità  che tentano di imporre anche all’esterno.

Un vecchio e fondamentale libro : “L’intelligenza emotiva” di Goleman, spiega nei particolari come il cervello umano legga, interpreti, memorizzi  e restituisca,  e come ogni questione venga riportata ad una funzione  primordiale residente  nell’ “amigdala”, ma come al tempo stesso lo sviluppo dell’encefalo definisca parallelamente enormi ulteriori prospettive,  elaborando e selezionando  in modo raffinato ogni questione  ai fini di una classificazione qualitativa.

Bisogna sempre considerare che esistono almeno due tipi di qualità:

a)    La qualità individuale

b)    La qualità condivisa

Con la suo interno

1) la qualità percepita
2) la qualità scontata

ed almeno due declinazioni ulteriori:
a) la qualità intrinseca
b) la qualità virtuale

Da sempre l’acquisizione del concetto “qualità” avviene attraverso  un sistema educativo fondato sulla tradizione orale, secondo un metodo improntato alla difesa ed a garantire il soddisfacimento dei bisogni primari.

Progressivamente questo compito viene assunto da una sorgente infinita di fonti informative, tutte quelle in grado di generare suggestioni.

Il futuro della qualità, inoltre,  sembra indirizzarsi sempre più verso un modello di continue  “SORPRESE”  attraverso la generazione di eventi in un modo fondamentalmente  virtuale .

Una migliore comprensione della stato della qualità della vita percepito dai giovani, trova risposta nel rapporto ISTAT 2013 : in esso si può trovare conferma di come la qualità sia  strettamente legata alle situazioni generali e personali e delle singole esigenze esistenziali delle diverse fasce d’età. La dimensione economica ed  il benessere materiale rappresentano  quasi sempre il sistemi di misura della qualità, mentre a forte distanza si collocano, le relazioni sociali, la psicologia e l’ambiente.

Da ogni parte s’invoca la qualità, ma nei fatti il sistema di conservazione e protezione impedisce l’ evoluzione e lo sviluppo di un concetto di QUALITA’ CONDIVISA.
Infiniti i tentativi di generare un modello condiviso di qualità : le norme ISO sono forse quello più riuscito dal punto di vista sistemico, ma la loro condivisione è ancora molto lontana dall’essere interiorizzata, proprio perché la loro distanza dai problemi reali delle persone le fa percepire più stili che domestiche. L’esempio più concreto e che “proprio la non qualità del sistema Italia” rende unico e suggestivo il nostro Paese che è amato e desiderato per questa sua irrazionale caratteristica, ma la qualità è l’unica via d’uscita , se la si attua “con il cacciavite e non con la ruspa” e se si riuscirà ad incidere in modo appropriato nella formazione giovanile all’interno di una scuola più attenta alla propria qualità che al proprio prodotto.

Esperienza Sviluppo Castelli Romani

Associazione  no-profit riconosciuta dalla Regione Lazio : mai avuto fondi pubblici.
La definizione Castelli romani rappresenta un modo consolidato per definire e riassumere un territorio molto esteso che si trova a sud-est del Comune di Roma e che circonda quello che resta dell’antica caldera del grande vulcano laziale : terra fertilissima, quindi, che ha ospitato nella storia passata e recente grandi casati che hanno lasciato ville sontuose, purtroppo ancora oggi totalmente  private:
- un’agricoltura ricca di prospettive, ma fortemente condizionata dalla parcellizzazione
- un turismo marginale, over booking della Capitale
- una capacità ricettiva limitata
- infrastrutture assolutamente non immaginate per le esigenze presenti e future

In questo stesso territorio:
- un’artigianato del legno fiorente
- una filiera agroalimentare di primo livello
- una ricchezza di eventi culturali, scientifici e sportivi
- una giacenza di depositi bancari significativa

Occorrevano progetti di sviluppo, ma nessuno risultava disposto ad investire in progettazione : meglio la gestione del quotidiano !
Decidemmo quindi di organizzarci in un’Associazione per lo sviluppo:
nel nostro sito internet : www.sviluppocastelli sono riportati molti dei progetti che abbiamo allestito negli anni a nostra cura e spese: tutti indirizzati alla nascita ed allo sviluppo “in qualità”

Situazione socio economica del Lazio

l’esame dei dati forniti dalla Banca d’Italia, Confindustria, Camera di Commercio ed altri osservatori porta alle seguenti conclusioni a riguardo del sistema produttivo ed occupazionale del Lazio per l’anno 2012:

__ presenza di una forte contrazione della spesa per l’acquisto di beni durevoli - 5%

__ chiusura di circa 4000 esercizi commerciali nella provincia di Roma

__ riduzione della mobilità : -10%

__ incremento del turismo straniero : + 9% ; (italiano +5%), ma la permanenza resta
confinata ad una media di 2,4 giornate

__ incremento della disoccupazione: la media si attesta attorno all’ 8,2% e di quella
giovanile che si aggira attorno al 33,7%

__ incremento significativo delle esportazioni industriali + 10% ;

questo assetto, trasferito nel territorio dei Castelli Romani, restituisce un quadro sensibilmente

peggiorativo per il fatto che:

1) il territorio risulta non particolarmente interessato da insediamenti industriali

2) il turismo si presenta come struttura di “supporto” a quello romano, risentendo positivamente solo in presenza di incrementi significativi , “oltre” le potenzialità dell’ accoglienza alberghiera Capitolina;

strategia progettuale attuale :

l'orientamento per una progettazione di successo per il rilancio dell’economia dovrebbe essere quello di:
- definire un insieme di interventi in grado di attirare una domanda crescente di beni
e servizi prodotti dal territorio attraverso le nuove tecnologie di comunicazione
finalizzate  alla diffusione della conoscenza ed all'internazionalizzazione

- incrementare la produzione qualitativa e quantitativa di beni e servizi
- prevedere un sensibile investimento nel settore della facilitazione
- fare sistema unendo “produzione-cultura-filiera del benessere”
- individuare un piano di mobilità che semplifichi l’accesso dalle principali polarità
- incrementare e migliorare la filiera dell’accoglienza diffusa
- incidere sul piano formativo ed informativo delle maestranze

- realizzare accordi di programma con alcuni Istituti di credito locali per superare la
carenza
- sviluppare la “cultura della qualità”

Esempio di generazione di qualità percepita

“Declinazione del progetto “Brand Frascati”


Obbiettivi proposti:

a) Associare al Brand “Frascati” una forte, permanente ed indiscussa suggestione positiva tesa a generare un irrefrenabile desiderio di approccio fisico, diretto ed indiretto ai beni/servizi rappresentati

b) Attirare/Generare stakeholders attivi a livello internazionale

c) Fidelizzare la clientela potenziale con interventi finalizzati

 

Analisi SWOT :

Punti di forza:

1) Una forte identità territoriale

2) Prodotti/servizi sufficienti a supportare il Brand

3) Un discreto approccio all’internazionalizzazione, ancorchè limitato al settore vitivinicolo

 

Punti di debolezza:

1) Un eccessivo individualismo all’interno di ogni settore

2) Una scarsa propensione al lavoro di gruppo

3) Una marcata carenza organizzativa nell’accoglienza e trattamento della clientela internazionale

4) Una sensibile carenza di risorse per la promozione dei prodotti/servizi in dotazione

 

Opportunità :

1) Presenza nazionale ed internazionale di Target potenzialmente suggestionabili dal Brand “Frascati”

2) Sistema competitivo rallentato per via della crisi economica internazionale che rende possibile la promozione con minore dispendio di energie

3) Progressione dell’utilizzo dei sistemi a rete nei nuovi mercati che ne facilita l’accesso

 

Minacce:

1) Potenziale presenza di operatori spregiudicati e non qualificati che possono compromettere l’affermazione e la stabilizzazione del Brand

2) Generazione incontrollata di cloni di prodotti/servizi

3) Presenza di grandi e forti monopoli nel settore distributivo nazionale ed internazionale che possono attenuare l’identità e la promozione del Brand

 

Annotazioni: Da un’analisi molto superficiale, ma pur sempre indicativa, emerge che:

- sono presenti beni e servizi di sicuro interesse dal punto di vista del genere e della qualità, ma gli stessi, a parte il vino, non sono ben identificati tanto da confondersi nell’universo di appartenenza

- un maggior apprezzamento dei beni/servizi proposti è possibile attraverso un maggior radicamento al territorio, alla sua storia ed alla tradizione

- la competizione avviene sulla qualità, sul prezzo, ma anche sull’affidabilità, figlia di
una tracciabilità certificata ed assicurata

Conclusioni:

-          Il futuro è nel Villaggio Globale

-          Si entra comunicando, suggestionando e garantendo sempre una risposta positiva e sorprendente, rispetto alle attese generate

-          Costruendo rapporti finalizzati alla fidelizzazione

-          Battendo la concorrenza sul piano della qualità e dell’efficienza

-          Innovando

-          Catturando con anticipo i bisogni emergenti

-          Puntando sulla cultura della qualità intrinseca e percepita