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Riconversione ex zuccherificio di Finale Emilia

La centrale a biomassa di Finale Emilia rientra tra i progetti di riconversione degli ex zuccherifici chiusi dopo la riforma comunitaria del settore bieticolo saccarifero varata nel 2006 (Ocm zucchero). Il piano per la riconversione determinato dal Comitato interministeriale, istituito con la legge 81/2006, sembra che prevedesse nello specifico di Finale Emilia l'uso di fondi europei nell'ambito del piano di Sviluppo Rurale e in particolare del FEAOG (fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia) di circa cinquanta milioni di euro.

L'accordo di riconversione prevedeva la realizzazione di una centrale elettrica di 12.5 Mw (elettrici) alimentata con biomasse provenienti prevalentemente dalla filiera agricola del sorgo da fibra. Tale accordo prevedeva espressamente che l'avvio dei lavori potesse avvenire solamente a seguito dello specifico "accordo di filiera" con le organizzazioni di produttori: quale condizione inderogabile per la sostenibilità del progetto e per la creazione di una filiera agroenergetica.

Ritiene la Commissione:
- compatibile con il finanziamento europeo la finalità della riconversione?
- che si possa configurare un uso improprio dei finanziamenti europei in quanto non sia stata realizzata alcuna filiera agroenergetica locale?
- che si sia raggiunto un ottimale utilizzo della materia agricola?
- che allo stato attuale l'impianto rispetti i criteri di sostenibilità e libera concorrenza?