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Distanze minime di sicurezza dalla costa delle rotte internazionali

La tragedia del 14 gennaio 2012 che ha visto l'incagliamento della Costa Concordia arenarsi sulle coste dell'Isola del Giglio  evidenzia che occorre effettuare tutti gli sforzi possibili per ridurre il numero di sinistri e di incidenti marittimi per prevenire la perdita di vite umane e l'inquinamento dell'ambiente marino.

Il turismo marittimo e di crociera é in rapida crescita e attira sempre più persone. Tuttavia bisogna fare attenzione sul fatto che, come affermato dall'organizzazione ecologista WWF (World Wide Fund), seppur il Mediterraneo rappresenti meno dell'1% della superficie marina,  la percentuale di traffico marrittimo superi più del 20% quello globale.

Attualmente le navi da crociera possono passare molto vicine ai centri abitati a zone costiere di rilevanza ambientale o addirittura nei centri ambientati come Venezia. I rischi per la popolazione oltre che per l'ecosistema sono immensi e non sembrano scongiurati da un quadro normativo chiaro.

Ritiene la Commissione:

- di   creare un regolamento Ue che, tenendo conto del rischio ambientale  delle rotte internazionali e dei vari ordinamenti nazionali coinvolti, imponga distanze minime di sicurezza dai centri abitati per le navi da crociera come metro di analisi nelle inchieste marittime in aggiunta alla direttiva 2009/18/Ce del Parlamento Europeo e del Consiglio che stabilisce i principi fondamentali in materia di inchieste sugli incidenti nel trasporto marittimo

- di estendere l'assistenza fornita dall'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) oltre il regolamento CE n. 725/2004?

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