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Viva l'Italia, Viva la Liberazione.

Roma, Liberazione

Siamo nel pieno di una crisi politica istituzionale del nostro Paese, un periodo in cui sembra che una parte dell'attuale classe dirigente si sente nella sostanza estranea alla nostra storia. Usciamo da decenni in cui i rappresentanti delle Istituzioni hanno boicottato questa data cercando di farla passare sotto silenzio cercando di non riunire gli italiani in un momento di confronto, di dibattito.

Cosa c'è di più sbagliato! Se non si ripercorre il passato, se non cogliamo il senso di ciò che è stato, il significato delle battaglie combattute per la democrazia come faremo a guidare il Paese per il futuro?

Calamandrei diceva: "Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione".

Se non ripartiamo da qui, sarà difficile intraprendere il cammino su cui costruire un'Italia moderna, nuova.

Dobbiamo dire grazie ai nostri padri se possiamo vivere oggi in democrazia, se abbiamo una Costituzione che è stata alla base della dichiarazione europea di Nizza sui diritti dell'uomo.

Oggi più che mai in tutte le tappe che ci aspettano sento il dovere di comprendere la direzione della storia e quel che avverrà in futuro.

Prima fra tutto spero di continuare a fare politica non per i miei interessi particolari, ma per la passione e per servizio civile e spero che con questo spirito siano in tanti.

In questo giorno di liberazione, penso che dobbiamo ancora lavorare per lottare sempre di più con quelli che sono stati e sono i vizi della storia italiana: il trasformismo, il clientelismo, la corruzione pubblica e privata.
La Storia dimostra che abbiamo saputo vivere momenti eccezionali ma abbiamo saputo anche lottare per il progresso del Paese e per costruire finalmente un paese moderno e civile. Dobbiamo continuare a farlo.

Buona festa di liberazione a tutti,

Niccolò