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1° maggio la festa del Lavoro

1 maggio 2013. Festa del Lavoro con la "l" maiuscola, festa quasi di un assente, perché si festeggia "per assenza".

Con un tasso di disoccupazione giovanile di quasi il 40%, in molti cercano il lavoro e lo conoscono come gli insonni cercano e conoscono il sonno: senza trovarlo, inseguendo una nostalgia. 

Lottare per il lavoro: è il minimo.

C'è anche la lotta per il lavoro nella dignità. 

La riflessione del giorno sono queste parole di Charles Peguy sull'alterazione del denaro nella dimensione umana del lavoro: "Un tempo gli operai non erano servi. Non occorreva che fosse ben fatta per il salario, o in modo proporzionale al salario. Non doveva esser ben fatta per il padrone, né per gli intenditori, né per i per clienti del padrone. Doveva esser fatta di per sé, in sé, nella sua stessa natura. 
Secondo lo stesso principio delle cattedrali.
Era il lavoro in se che doveva esser ben fatto". 

Ma oggi non ci sono né più denaro, né più lavoro, e nemmeno più operai.

Resta il 1 maggio. Teniamocelo stretto.