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La morte di un soldato

Continua la polemica sulle esequie e sulla sepoltura di Erich Priebke "Boia delle Fosse Ardeatine", l’ex SS nazista condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine e morto all'età di 100 anni a Roma lo scorso venerdì 11 ottobre.

Nei giorni scorsi è stato il Sindaco di Roma Marino ad  opporsi al funerale sia in forma solenne che in forma privata dichiarando che avrebbe negato l'utilizzo e l'occupazione di qualunque spazio pubblico. Netta è stata anche la risposta del Vicariato secondo il quale non è stata prevista nessuna celebrazione esequiale nelle chiese di Roma per il "Boia".

La disponibilità di celebrare il rito funebre in forma privata fra familiari ed pochi amici  sarebbe arrivata da parte della Confraternita dei padri Lefebvriani, l’istituto Pio X di Albano, dove oggi sarebbero dovute compiere le esequie alle 17,30 nonostante l'opposizione del Sindaco di Albano Laziale vietasse il passaggio della salma attraverso un'ordinanza successivamente annullata dal Prefetto.

Eric Priebke, dopo settant'anni dall'eccidio delle Fosse Ardeatine, è stato condannato all'ergastolo, dopo una latitanza di 50 anni in Argentina, per aver partecipato alla pianificazione e alla realizzazione della strage dove furono uccisi 335 civili, lasciando  un testamento "umano e politico" dove ancora oggi nega l'esistenza delle camere a gas nei lager nazisti, ritenendo "normale" in anni di guerra richiudere popolazioni civili in campo di concentramento.

Il cinismo di Priebke risulta impressionante, ed è difficile comprendere chi oggi  ne chiede le esequie per un uomo che in settant'anni anni non ha mai rinnegatole scelte fatte confermando di sentirsi ancora nazionalsocialista, definendo il processo di Norimberga contro la Germania un palcoscenico incredibile creato appositamente per "disumanizzare di fronte all'opinione pubblica mondiale il popolo tedesco", negando l'utilizzo dei lager come campi di concentramento ma bensì come luoghi per "rinchiudere popolazioni civili che rappresentavano un pericolo per la sicurezza nazionale".