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Italia e la campagna contro i canili lagher

Ho ricevuto nelle ultime settimane moltissime email di una campagna animalista dal titolo Italia:BASTA!

Credo sia importante condividere con voi questa corrispondenza e soprattutto la mia risposta alla campanga piuttosto discutibile nel metodo di associazione del messaggio ad alcune cartoline dell'Italia.

Gentile Signora, signore

le rispondo in italiano, visto che in italiano mi ha scritto e che questa é la lingua in cui esercito il mio mandato.Come il suo ho ricevuto moltissimi altri messaggi sulla situazione dei canili in Italia, quasi tutti provenienti dalla Germania e in minor parte della Svizzera tedesca, tutti rigorosamente identici e tutti non firmati quando sarebbe buona abitudine di trasparenza indicare almeno nome, cognome e città di residenza del mittente.

Non solo: i messaggi abbinano fotografie di terribili maltrattamenti inflitti a cani ad alcune cartoline dell'Italia, ciò che trovo una tecnica alquanto discutibile.

Nel mio lavoro di parlamentare europeo seguo numerose situazioni specifiche nei vari Stati membri dell'UE, ma ci guardiamo bene dall'indugiare in superficiali generalizzazioni. Ad esempio più volte mi sono occupato della situazione generata dallo Jugendant tedesco, le cui decisioni affidano sistematicamente ai soli genitori tedeschi i figli di coppie miste, con una pratica discriminatoria sulla base della nazionalità inaccettabile che è stata criticata in questa istituzione; tuttavia non mi verrebbe mai in mente di inviare una denuncia degli abusi dello Jugendant abbinandola a una fotografia della Porta di Brandeburgo a Berlino o dell'Oktober Fest - che rispetto anche in quanto simboli della ricca storia di un intero popolo.

In particolare nel suo messaggio si vede la torre di Pisa, città di una delle regioni italiane che rappresento al Parlamento Europeo. Se lei si fosse documentata, prima di fare un affrettato "taglia e incolla" del testo del messaggio, avrebbe potuto sapere che a Pisa la situazione dei canili e del randagismo non riflette affatto quanto viene descritto nel messaggio.

Mi chiedo dunque "perché Pisa?", e perché proprio un invio del suo messaggio in concomitanza con la stagione delle vacanze estive? Questa pratica di procedere per stereotipi applicati a un intero popolo, anziché entrare nello specifico delle questioni, è il riflesso di una cultura che ha comportato conseguenze disastrose nella storia d'Europa.

Vengo all'importante oggetto del suo messaggio: trattamento dei cani nei canili italiani. Anche qua temo che il suo messaggio sia molto superficiale, perché come per molti altri aspetti del mio paese, la situazione è assai diversa da regione a regione, da città a città.

Non è vero che i volontari non abbiano accesso ai canali, anzi la rete di organizzazioni di cittadini che lavora per i nostri migliori amici è presente in molte città e attiva, e in numerosi casi i canili sono gestiti proprio da queste associazioni sulla base di convenzioni con le autorità locali. Anche l'anagrafe canina è spesso praticata.

Tuttavia altrove questo non accade, e alcuni canili sono luogo di vera tortura, degni dei campi di concentramento nazisti. Il ruolo della criminalità organizzata di tipo mafioso nel giro d'affari dei canili ha portato a situazioni aberranti, non  molto diversamente da quanto accade per un'altra piaga di alcune località italiane - la gestione dei rifiuti. A questo degrado, seppure non generalizzato e anzi eccezione ma tuttavia presente, si aggiungono maltrattamenti inflitti ai cani da privati cittadini.

In alcuni di questi casi la magistratura interviene con durezza, in altre con provvedimenti tolleranti, e in altri ancora permane una preoccupante impunità.

Il quadro è dunque vario - presentando tanti casi di eccellenza quanto di profonda ingiustizia. Per fortuna una parte significativa e militante dell'opinione pubblica è assai vigile e sensibile e interviene spesso nella denuncia e nell'assistenza.

Come partito siamo molto attenti ai temi del benessere degli animali, come potrà costatare esaminando gli interventi parlamentari a favore dei cani di cui trova traccia sui siti degli euro-deputati dell'Italia dei Valori. www.niccolorinaldi.it www.uggias.com  www.giannivattimo.it www.andreazanoni.it

Abbiamo già scritto in passato agli amministratori locali per allertarli della situazione dei canili italiani, abbiamo preso iniziative per contrastare lo sterminio dei cani randagi in Romania e in Ucraina. Non solo: siamo stati tra le poche delegazioni nazionali ad aver votato contro la nuova Direttiva Europea sulla vivisezione - sostenuta invece da quasi tutti i colleghi, comprese tutte le delegazioni politiche tedesche a eccezione di quella dei Verdi. Inviterei la sua attenzione anche a rivolgersi a questi casi.

Il lavoro da svolgere resta molto. Occorre, almeno in Italia, incidere sulla cultura del rispetto degli animali e nella lotta al crimine organizzato e alla cattiva politica. Occorre premiare i tanti sforzi dei cittadini impegnati e denunciare gli abusi. Occorre sensibilizzare e per questo la ringrazio del suo messaggio. Ma occorre lavorare con metodo e serietà, senza slogan superficiali se non peggio.

 

Cordialmente,

Niccolò Rinaldi