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Benessere degli animali: approvata dal Parlamento la Strategia europea 2012-2015

Come più volte riportato anche sul mio sito, l'"EU Zoo Inquiry: Report Findings and Recommendations" ha evidenziato la scarsa applicazione della Direttiva 1999/22 sui giardini zoologici europei.

Nelle scorse settimane sono stati fatti passi in avanti nella tutela degli animali selvatici negli zoo.

Il 4 Luglio scorso infatti il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione "sulla Strategia europea per la protezione e il benessere degli animali (2012-2015)" in cui si esorta la Commissione europea ad elaborare un Codice di condotta che assicuri l'effettiva attuazione e applicazione della direttiva, in modo tale da responsabilizzare gli stati qualora non riuscissero a garantire standards appropriati  per la cura ed il benessere degli animali.

Altro obiettivo cui si punta è il miglioramento della formazione di veterinari e professionisti, garantendo loro una formazione adeguata al fine di individuare le necessità degli animali, gli indicatori di scarso benessere e di avere le conoscenze necessarie per migliorare la loro condizione. La formazione riguardante gli animali in cattività è stata inserita nel programma della Commissione europea di educazione al benessere degli animali, di cui finora hanno beneficiato veterinari in Ungheria, Spagna, Lettonia e Romania.

Fondamentale è stata l'inclusione nella strategia dell'UE "degli animali selvatici all'interno dei giardini zoologici e degli acquari", garantendo finalmente loro, almeno sulla carta, un'adeguata tutela.

Con la risoluzione comune approvata, i deputati chiedono infine una migliore protezione degli animali da compagnia e degli animali randagi, attualmente non tutelati da nessuna normativa, affinché non si ripetano più carneficine come quelle avvenute in Ucraina in occasione dei Campionati europei di calcio.

L'Europa ha tracciato così un percorso da seguire ben definito. C'è ancora molta strada da fare per gli stati in considerazione del fatto che la Direttiva UE sugli zoo resta sostanzialmente inapplicata in Europa e che in Italia solo 8 strutture su 100 hanno regolare licenza.

Spero che questa Strategia europea faccia da sprone affinché gli Stati membri pongano in essere tutte le misure necessarie all'adempimento della Direttiva 1999/22.