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Parco fotovoltaico per disabili: un'idea irrealizzabile?

Carla Bogni è una donna straordinaria per due ragioni. La prima è che appartiene a quel 15% della popolazione europea colpita da qualche forma di disabilità in quanto titolare di sclerosi multipla secondaria progressiva (tipo S.L.A.). La seconda, e più importante, è che Carla cerca di sviluppare progetti che possano essere utili a tutti color che come lei soffrono di patologie invalidanti che li costringono su una sedia a rotelle.

In seguito alla creazione di mobili e complementi di arredo espressamente rivolti alle abitazioni di invalidi per uno spazio senza limiti, l'idea che Carla sviluppa intorno al 2010 è quella di trasformare un'azienda agricola nel primo agriturismo per disabili condotto da disabili. Ha pensato proprio a tutto Carla, toccando temi di estrema importanza e coniugandoli tra loro in modo tale da creare un'armonia tra integrazione e natura da una parte e tecnologia avanzata e occupazione dall'altra.

Infatti l'agriturismo sarebbe stato riadattato in un parco fotovoltaico, autorizzato dagli enti competenti, che avrebbero garantito l'approvvigionamento energetico per il funzionamento dei dispostivi  per handicappati quali tapis roulant, ascensori, elevatori, così come un trenino e altri mezzi che avrebbero trasportato le persone diversamente abili all'interno dei frutteti. Tutto ciò avrebbe permesso loro di avere un contatto diretto con la natura e di partecipare attivamente allo sviluppo di un'agricoltura protetta. Inoltre le nuove strutture si sarebbero servite di tecnologie legate a sistemi di domotica, permettendo ai gestori e ai loro ospiti rispettivamente di dirigere e soggiornare in un luogo ove non ci fosse bisogno dell'aiuto di famigliari o amici per lo svolgimento delle attività nel quotidiano. Al di là della fiducia in se stessi conferita ai portatori di handicap e uno spirito di grande integrazione e mutuo aiuto, questi impianti avrebbero permesso di creare altresì posti di lavoro per giovani disabili. Questo il sogno che vede infrangersi di fronte alla realtà.

Nel 2010 il progetto del parco fotovoltaico ottiene le regolari concessioni e autorizzazioni sia dal Comune di Zocca(MO) a.s.l. che dalla Provincia di Modena. Di seguito l’ente di gestione Hera, operante nella distribuzione di gas, acqua, energia e nello smaltimento dei rifiuti, dichiara di provvedere allo smantellamento dei pali e cavi elettrici a favore dell'impianto fotovoltaico. Accettato e onorato l’oneroso preventivo del progetto dell'ente erogatore del servizio, in un secondo momento si impedisce l'esecuzione del progetto. Di fatto, lo smantellamento delle attrezzature elettriche viene fatto in tempistiche estremamente allungate, a tal punto da causare continue postergazioni al compimento del progetto sino a quando gli incentivi determinati non avrebbero più coperto le spese di realizzazione. Ad oggi non si è potuto realizzare nulla di quanto pianificato. Per di più, le spese già effettuate per il progetto non riguardano soltanto il terreno acquistato, ma anche i macchinari e i pannelli.

È evidente che Carla si senta privata non solo di ingenti capitali economici, che hanno influito sul budget necessario per poter continuare nella lotta contro la malattia, ma soprattutto delle forze fisiche e mentali che sicuramente ha investito per la realizzazione di tale sogno.

Ancora una volta siamo di fronte a idee impossibili da realizzarsi a causa di una burocrazia che risulta più importante di qualsiasi altra cosa: che sia un'idea, che essa sia una buona idea o proposta da categorie che necessitano particolari attenzioni non è rilevante se essa è in un trade-off col profitto. Un'idea innovatrice come quella del parco fotovoltaico per disabili potrebbe dare a qualsiasi azienda un beneficio in termini d'immagine, fiancheggiare dunque il suo compimento apporterebbe pubblicità e benefici. Bisogna dunque incoraggiare tutti coloro che si spendono per rendere reali delle idee eccezionali sostenendo il lavoro autonomo e migliorando la qualità del lavoro delle persone disabili. In questo contesto l'Unione Europea riveste un ruolo di rilievo sia in termini di budget, sia in termini di organizzazioni europee che lavorano per difendere tali categorie e costruire delle definizioni e soluzioni comuni. Questo si è cercato di creare nel quadro dei fondi strutturali europei 2014-2020 riguardante la disabilità  in termini di accessibilità e partecipazione al lavoro. Ciò nonostante, sia a livello locale sia a livello sovranazionale per rendere effettive ed efficaci i buoni propositi che ci prefiggiamo attraverso questo quadro tanto resta ancora da fare, auspicandoci che in futuro di fronte ad una proposta straordinaria come quella di Carla si faccia il possibile per contribuire alla realizzazione.