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Test cosmetici, si va avanti?

Nel Regno Unito leoni, tigri e ogni altro animale “selvatico” non potrà più lavorare nei circhi registrati o di passaggio sul territorio inglese dall’anno prossimo. Una decisione che è stata considerata da alcuni una “storica vittoria” poiché l'Inghilterra è il primo paese in Europa in cui è approvato un divieto del genere. Non appena la legge entrerà in vigore, infatti, gli animali saranno trasferiti dalle gabbie dei circhi agli zoo o ai parchi safari dove, si spera, faranno una vita migliore.

Ma si sbaglia chi canta vittoria per questa conquista inglese perché si stima, purtroppo, che ancora 12 milioni  di animali vengano utilizzati nei laboratori ogni anno; una cifra impressionante che ci dice quindi che sono circa 137 gli animali che soffrono sotto gli esperimenti di laboratori ogni 10 minuti!!

Al Parlamento più volte sono intervenuto in difesa del benessere degli animali perché ancora molto deve essere fatto visto che nei prossimi mesi si darà avvio alla procedura di codecisione sulla direttiva dei cosmetici. Infatti, seppur dal 2009 sia vietato testare in Europa i cosmetici sugli animali, fino al 2013 è ancora possibile commercializzare prodotti che sono stati oggetto al di fuori dell’Unione di test di tossicità riproduttiva o di tossicocinetica. Sembra, inoltre, che la Commissione Europea voglia chiedere un rinvio della messa al bando commerciale dei prodotti cosmetici testati su animali, presentando una proposta al Parlamento Europeo e al Consiglio come previsto dalla stessa direttiva dei Cosmetici, se non si saranno raccolte tutte le informazioni sui metodi sostitutivi.   Secondo uno studio indipendente Commissionato dalla Commissione, infatti, nessuno dei test che dovrebbero essere vietati ha un’alternativa realizzabile nel 2013.

Al momento quindi tre sono le possibilità che si prospettano: il rispetto del bando, e quindi del termine del 2013 per l’entrata in vigore della legge, oppure il suo slittamento al 2019, o ancora il rinvio a data indefinita. Gli unici a richiedere il rispetto della data di scadenza prevista dalla direttiva sono le associazioni ambientaliste che contestano i criteri con cui sono stati selezionati gli esperti che hanno prodotto questo studio oltre che ne criticano la mancata valutazione di alcuni metodi alternativi.

Proprio alcune settimane, infatti, si è svolta una consultazione tra Commissione e Stati Membri dell’Unione Europea i cui sviluppi non hanno diffuso notizie rassicuranti: a favore del rispetto del bando sarebbero soltanto Austria, Belgio e Svezia, mentre la maggior parte degli stati vorrebbe posticipare il divieto a data da definirsi solo dopo la validazione dei test sostitutivi.

Nei prossimi mesi ricorderò alle autorità europee che i test dei cosmetici sugli animali devono essere vietati su una base tanto etica quanto scientifica. La messa a punto di prodotti cosmetici senza ricorso alla sperimentazione animale è completamente possibile poiché alcune imprese ne propongono già un'ampia gamma. È tempo che le grandi industrie del settore si conformino al più presto.